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Quando al danno si aggiunge la beffa
Il Sole 24 Ore Sanità
31/8-6/9 2004
Vi sono leggi che rappresentano un insulto al buon senso creando una serie di problemi anziché
soddisfare le ragioni per cui sono state fatte. La legge per regolamentare la fecondazione
assistita aveva all'inizio come fine fondamentale quello di mettere ordine in interventi medici che
potevano essere effettuati da chiunque senza le necessarie precauzioni e competenze.
Successivamente la legge è entrata nella trappola di ideologie contrapposte che hanno prodotto - è
il caso di dirlo - un vero e proprio aborto o per lo meno una grave malformazione! Nonostante vi
siano già state numerose notizie sul contenuto della legge val la pena di riportare i concetti che
hanno destato maggiori perplessità e che sono stati tradotti nelle linee guida di imminente
pubblicazione. In sostanza si possono fertilizzare solo e non più di tre ovuli che dovrebbero
essere obbligatoriamente impiantati nell'utero della donna aspirante alla gravidanza.
E' assolutamente vietato tentare di fare qualsiasi intervento a scopo diagnostico sugli
embrioni.
E' chiaro che il limite di tre embrioni non dipende da nessuna logica scientifica, ma
semplicemente dalla volontà di evitare la formazione di embrioni soprannumerari che andrebbero poi
conservati al freddo (criopreservazione). L'obbligo dell'impianto significa che la donna non può
opporre un rifiuto. Come si possa realizzare questa norma è un po' difficile da immaginare a meno
che non si ricorra allo stupro! Per questo è stata inserita una deroga al principio
dell'obbligatorietà, invocando eventuali cause di forza maggiore. Così la criopreservazione uscita
dalla porta rientra dalla finestra perchè le linee guida indicano che appunto per cause di forza
maggiore, la donna possa rifiutare l'impianto e richiedere il congelamento degli embrioni.
Ipocritamente si precisa che il congelamento è temporaneo, ma poiché non si stabilisce una
data-limite, è chiaro che il temporaneo diventerà l'italico "per sempre" con conseguente accumulo
di ovuli fecondati che la legge in linea di principio voleva evitare.
Tuttavia perchè una donna che desidera in modo così intenso un figlio dovrebbe rifiutare
l'impianto? Evidentemente per paura che sviluppi una patologia nel figlio a seguito di
problemi legati alle modalità di fertilizzazione oppure a problemi di natura genetica. Purtroppo la
legge prescrive in modo tassativo che non si possano fare diagnosi sull'uovo fecondato per finalità
eugeniche. Si potrebbe discutere a lungo sul significato del termine eugenetico. E' forse chiaro
che si vogliono evitare le conseguenze futili di una diagnosi, ad esempio per eliminare, a seconda
dei gusti, tutti gli embrioni che non darebbero luogo a bambini con gli occhi azzurri ed i capelli
biondi. Il problema che ci si deve porre è invece se non sia possibile sapere in anticipo se uno
degli ovuli fecondati non sia portatore di gravi malattie o malformazioni. Le moderne
tecnologie di biologia molecolare permettono oggi di fare la diagnosi almeno in alcuni casi con
buoni livelli di certezza e quindi è possibile per lo meno informare la futura madre sull'eventuale
rischio di avere un figlio ammalato o handicappato. Sembra logico che si debba evitare di
impiantare ovuli fecondati portatori di malattie e, se non si vogliono distruggere, sottoporli alla
criopreservazione.
Purtroppo questa ipotesi non è stata accettata con il sottofondo mentale - di nuovo
farisaico - che in ogni caso si potranno fare esami - tipo amniocentesi - dopo l'impianto ed
eventualmente abortire visto che una legge del nostro Paese non lo vieta. Tuttavia è giusto
sottoporre una donna al trauma di un aborto, nel caso in cui non accettasse l'idea di partorire un
figlio ammalato, anzichè prevenire una eventualità del genere prima dell'impianto? Nel fare le
linee guida per l'attuazione della legge sulla fecondazione assistita si doveva cercare di
correggere una legge così chiaramente irrazionale. Il non farlo è grave perchè fra l'altro
sono già state emesse sentenze di magistrati che tendono a vanificare gli effetti della
legge. Si stanno preparando dei referendum, ma è proprio impossibile fare qualcosa prima?
Silvio Garattini
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