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Ricette troppo facili, senza pensare ai rischi
La Repubblica
14/5/2004
Pubblichiamo un'intervista rilasciata da Silvio Garattini al quotidiano
La Repubblica
ROMA - 'Gli ansiolitici vengono usati spesso senza ricetta medica con la compiacenza di
alcuni farmacisti per controllare le malattie psicosomatiche, dimenticando che portano alla
dipendenza. Gli antidepressivi di seconda generazione sono stati pubblicizzati senza rendere noti i
gravi effetti negativi, tradendo la fiducia dei medici e dei pazienti'.
Le accuse del professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, sono
pesanti.
Vuol essere più preciso?
'Molti dimenticano che gli ansiolitici hanno effetti collaterali e soprattutto inducono una
particolare forma di dipendenza, per cui quando si smette il trattamento compaiono disturbi che
sono peggiori di quelli per i quali si è assunto il farmaco. Gli antidepressivi vengono utilizzati
non solo per curare la depressione, una grave malattia che richiede una terapia, ma per alleviare
stati depressivi che dipendono dalle circostanze della vita, come la morte di una persona cara, una
difficoltà economica. Casi che richiedono un aiuto psicologico e non farmaci'.
Lei parla di psicofarmaci di seconda generazione.
'Una formula che implica un concetto migliorativo: più efficace e meno tossico, in accordo
con una campagna promozionale e pubblicitaria condotta con grande scaltrezza e dovizia di mezzi.
Mezzi resi disponibili dai considerevoli guadagni dovuti all'alto costo di questi prodotti.
Purtroppo anche il prezzo alto ha il suo fascino su medici e pazienti: 'se costa di più, vuol dire
che sarà meglio''.
Ma è così?
'Alcune recenti conoscenze gettano molti dubbi sulle ottimistiche prospettive. È vero che i
nuovi farmaci antipsicotici danno probabilmente meno 'effetti motori' rispetto ai vecchi, ma la
propaganda non ha mai fatto sapere che i nuovi prodotti provocano l'aumento di peso, con la
relativa crescita dei rischi di malattie cardiovascolari e diabete. Negli anziani, nei casi di
perdita di memoria accompagnata da disturbi comportamentali, gli antipsicotici di seconda
generazione non solo non danno benefici, ma provocano un rischio di ictus tre volte superiore ed il
raddoppio delle possibilità di decesso'.
C'è dell'altro?
'Per quasi tutti questi farmaci, forse un po' meno per la fluoxetina, l'interruzione del
trattamento deve essere graduale, per evitare disturbi depressivi che richiedono la ripresa della
terapia'.
Creano problemi anche a bambini e adolescenti?
'Le conseguenze sono ancora più gravi. Nonostante i dubbi che si dovrebbero avere nel
prescrivere psicofarmaci ai bambini che sono in fase di sviluppo, le prescrizioni sono numerose.
Si è scoperto che venivano pubblicati solo gli studi positivi, mentre quelli negativi
venivano nascosti, perché, come ad esempio è riportato in un memorandum della società produttrice
della 'paroxetina', 'avrebbero peggiorato il profilo del farmaco'. Alla fine si ottengono risultati
che mostrano non solo l'inefficacia, ma addirittura un peggioramento per quanto riguarda la
tendenza al suicidio. E questo vale per la paroxetina, setralina, citalopram e venlafaxina. La
mancata pubblicazione dei dati negativi, una pratica non rara, configura gravi responsabilità che
vanno denunciate'.
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