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EMEA: per i pazienti o per l'industria?
29/07/2005
In un articolo apparso sull'ultimo numero della rivista
PharmacoEconomics, Silvio Garattini fa il punto sull'EMEA (European Medicines Agency).
Se da una parte, dopo dieci anni di esistenza (1995-2004), l'EMEA si è dimostrata utile per
assicurare ai membri dell'Unione Europea la strada verso l'armonizzazione delle procedure
farmaceutiche e la semplificazione del processo che garantisce la validità in tutti gli Stati di
un'autorizzazione al commercio concessa centralmente, dall'altra si continuano a notare alcune
anomalie.
È difficile comprendere, per esempio, perché l'EMEA dipenda funzionalmente dalla direzione
dell'Industria della Commissione (l'organismo che governa l'UE), quando in tutti gli stati membri
le Agenzie regolatorie nazionali dipendono invece dal Ministero della Sanità o da consimili
Autorità.
Questa anomalia, che influenza pesantemente la politica dell'EMEA e il suo Comitato
scientifico, solleva il sospetto che i prodotti farmaceutici siano considerati più rilevanti per il
mercato che per le singole persone o per la salute pubblica.
Per leggere il testo integrale dell'articolo, rimandiamo alla fonte bibliografica:
Pharmacoeconomics -; Italian Research Articles 7 (2): 87-88, 2005
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