|
Antinfluenzali a tutti, anche ai bambini di sei mesi
Corriere della Sera
14/10/2005
Anche quest'anno, col freddo, arriverà l'influenza. Tanti si chiedono se ci si deve vaccinare e
perché, e se vanno vaccinati i bambini. E c'è oggi una preoccupazione in più.
Qualcuno teme, con molte buone ragioni, che il virus dei polli si possa ricombinare con
quello dell’uomo. Se dovesse succedere vaccinarsi contro il virus dell'uomo proteggerebbe anche nei
confronti del virus dei polli. Ma quanta gente si ammala di influenza? In tutto il mondo si
ammalano ogni anno da 300 a 900 milioni di persone e ne muoiono quasi 500.000. In Italia tra il
2002 e il 2003 si sono ammalati in 5 milioni e 500 (o forse 1000) sono morti.
E non sono stime. Queste sono persone morte davvero. Quasi tutti anziani, nei paesi ricchi
(ma nei paesi poveri muoiono anche molti bambini). In generale il vaccino è efficace, ma i virus
dell'influenza cambiano spesso le loro caratteristiche. È un problema per chi prepara i vaccini. Si
prova, qualche volta il vaccino va benissimo, altre volte meno.
Chi si deve vaccinare?
Certamente gli anziani (chi ha più di 65 anni) e poi le persone che hanno malattie croniche,
dei polmoni o del cuore, chi ha il diabete, chi è malato di rene o di fegato, chi ha malattie del
sistema immune. Poi va certamente vaccinato chi è a contatto con le persone anziane e con gli
ammalati. Chi sta coi bambini, che si passano facilmente il virus con la tosse o nell'atto di
soffiarsi il naso. È contagiosissimo il virus dell'influenza, basta darsi la mano (se si è toccato
naso e bocca) per trasmettere l'infezione.
Ma la vaccinazione negli anziani è davvero efficace?
Dipende dal virus e dal tipo di vaccino. Le complicanze dell'influenza, in chi è vaccinato,
si dimezzano, e su 10 che senza vaccino morirebbero, col vaccino se ne salvano 7.
E chi altro va vaccinato?
Le donne al secondo o terzo mese di gravidanza (uno studio di qualche anno fa ha dimostrato
che su 10.000 donne gravide, se non fanno il vaccino, 25 vanno in ospedale per complicazioni anche
gravi). E poi i bambini che hanno preso l'aspirina per lungo tempo.
Vediamo se c'è una buona ragione per vaccinarsi, per altri gruppi di età.
Dai 45 ai 65 anni
Chi ha più di 45 anni, anche se sta bene, ha più chance di essere ricoverato in ospedale e di
morire (sono dati molto recenti). Così in diversi paesi del mondo le autorità di salute consigliano
la vaccinazione dai 45 anni in su.
Dai 18 ai 45 anni
Queste sono persone giovani, sane, anche se si ammalano dopo qualche giorno di riposo si
risolve tutto. Ma anche loro senza vaccino hanno più complicazioni, magari non gravi. E c'è il
problema dei costi. Con l'influenza si sta a casa e si spendono soldi per le cure. Nel ’97, in
Italia quasi 10 milioni di persone hanno avuto l'influenza. Tra costi diretti - quelli per curarli
- e indiretti - quello che costano alla società le giornate di lavoro che si perdono (sono milioni
di giornate di lavoro) si è speso quasi 4 mila miliardi di vecchie lire, in un anno.
Dai 5 ai 18 anni
Loro si muovono di più dei bambini piccoli e incontrano più persone. Proteggerli
dall'influenza serve soprattutto a proteggere le persone con cui sono in contatto ogni giorno,
soprattutto i nonni.
Dai 3 ai 4 anni.
I bambini piccoli sono quelli che diffondono più facilmente l'influenza. E’ perché non hanno
ancora imparato a ripararsi naso e bocca quando c'è un colpo di tosse o uno starnuto. Sono
attivissimi, toccano tutto e non si lavano le mani tanto spesso.
Dai 6 ai 23 mesi
Quest'anno l’associazione dei pediatri americani raccomanda di vaccinare i bambini dai 6 ai
23 mesi. È perché i bambini molto piccoli, se prendono l'influenza hanno più complicazioni e
qualche volta hanno bisogno dell'ospedale. In ospedale arrivano per disidratazione, polmonite o
altre infezioni batteriche che si associano all'influenza, persino encefaliti.
E cosa si rischia col vaccino? Pochissimo. Il vaccino per l'influenza è molto sicuro. Una su
quattro delle persone che si vaccinano hanno un po' di dolenzia al braccio per uno o due giorni. I
bambini piccoli possono avere febbre, ma è abbastanza raro. Un lavoro di 30 anni fa ha messo in
rapporto il vaccino dell'influenza con una rara malattia del sistema nervoso, la malattia
Guillain-Barrè. Questo non è stato confermato da studi successivi, ma il dubbio è rimasto. Adesso,
in letteratura, c'è un'evidenza chiara.
E’ vero, il vaccino dell'influenza può provocare la Guillain-Barrè, ma succede 1 volta per un
milione di persone che si vaccinano. Molto peggio prendere l'influenza. Su un milione di persone
che non fanno il vaccino, se ne ammalano da 50 mila a 150 mila. E ne muoiono almeno 20 (e forse
40).
Giuseppe Remuzzi
|