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Bush: limiterò le cause dei pazienti

Corriere della Sera


07/01/2005

Errori dei medici e cause legali.
Il Corriere ne ha parlato 4 mesi fa per via di un gruppo di dottori che, in America, ha fatto una proposta sciocca: d'ora in poi non curiamo più gli avvocati.
In Italia un dottore che abbia lavorato vent'anni ha 80 probabilità su 100 di aver ricevuto almeno un avviso di garanzia, ma ha anche 90 probabilità su 100 di venire assolto.
Vuole dire che le aule dei tribunali non aiutano a risolvere il problema degli errori medici.

Però i medici certamente sbagliano.
Negli Stati Uniti (e non c'è ragione di pensare che non sia così anche in Italia) su oltre 30 milioni di persone che si ricoverano negli ospedali ogni anno, 44 mila, forse di più, muoiono di errori medici.
Per confronto ne muoiono 43 mila di incidenti stradali, più di 42 mila di cancro al seno, e 16 mila di Aids.
E così i costi delle assicurazioni continuano ad aumentare.
Bush (ne ha parlato a un convegno di medici nell'Illinois) vuole trovare una soluzione, ma le assicurazioni non ci stanno.

Ma se non si trova un accordo chi riuscirà a sostenere i costi della sanità nei prossimi anni?

Non solo: sempre più medici lasceranno la professione.
Già oggi in Florida di neurochirurghi disposti a operare in emergenza (soprattutto a favore di persone coinvolte in incidenti stradali) ne sono rimasti solo quattro: il rischio di denunce è troppo alto.
Ci sono casi in cui il costo dell'assicurazione (per neurochirurghi, ortopedici e ostetrici, per esempio) è così alto che si paga di più all'assicurazione di quello che resta di stipendio.
La metà degli ospedali di tutti gli Usa negli ultimi due anni ha perso medici e questi ospedali hanno tutti dovuto ridurre i servizi.

In Italia non va meglio: per gli ospedali è sempre più difficile assicurarsi (qualcuno ci riesce solo con compagnie straniere, altri non ci riescono affatto), i costi sono altissimi, più di 2 milioni di euro all'anno per un ospedale di 800 letti.
Cosa fare? Gli esperti di Bush si sono accorti che negli ultimi dieci anni nel Massachusetts 98 dottori su più di 37 mila sono costati da soli il 13% del totale dei risarcimenti di quello Stato.
Un'idea di individuare questi medici, e fare in modo che non facciano altri danni.
Ma questo non basterà, il problema degli errori in medicina va affrontato in modo diverso.
Si muore di più di errori medici che di incidenti aerei, è vero, ma l'aviazione ha fatto sforzi enormi per individuare gli errori e darsi delle regole che rendano difficile sbagliare.
I sistemi sanitari no.

La strada per limitare gli errori è prenderne atto e darsi un'organizzazione più sofisticata che consenta si sbagliare di meno.
Invece succede il contrario: di errori se ne parla poco, e quasi mai in modo aperto e senza ipocrisie.
Per paura dell'avvocato si evitano le procedure che comportano rischi (che invece vanno misurati e se ne deve poter discutere, soprattutto con l'ammalato).
Oggi da malattie gravi e gravissime si può guarire, ma mai senza correre qualche rischio.
Non c'è purtroppo procedura efficace, né farmaco, che non abbia effetti indesiderati, anche gravi.
Questo però al grande pubblico non è chiaro (e dipende soprattutto dai medici).

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 17.47.53 CEST