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Ci cureranno le cellule staminali

Gente


03/01/2005

È difficile leggere nella sfera di cristallo soprattutto quando si tratta di ricerca perché spesso le scoperte sono inattese.
È comunque poco probabile che si ritrovino farmaci miracolosi: i progressi avvengono in generale per piccoli passi.
Cosa bolle in pentola? Certamente una parte importante della ricerca biomedica riguarda lo studio delle cellule staminali.
Questi studi non sono più accompagnati dal trionfalismo di qualche tempo fa, ma in alcuni campi, il progresso è rapido.

Ad esempio nell'area cardiovascolare sono iniziate sperimentazioni cliniche che tuttavia richiederanno ancora molto tempo prima di fornire risultati solidi.
È possibile fra l'altro che le cellule staminali non agiscano in quanto tali, ma come produttrici di principi attivi capaci di migliorare la riparazione dei tessuti danneggiati.
Nel qual caso, lo studio delle cellule staminali potrebbe generare idee nuove per farmaci nuovi.
Molto movimento esiste nel settore delle malattie neurodegenerative fra cui Alzheimer e Parkinson.
Ciò è dovuto al fatto che queste malattie stanno diventando sempre più comuni a causa dell'aumento costante della durata di vita nelle popolazioni del mondo occidentale.
Ancora, gli studi di prevenzione sono probabilmente più promettenti di quelli terapeutici.

C'è, poi, molta attesa nella terapia dei tumori: lo straordinario progresso di conoscenze dovuto alla genomica ed alla proteomica dovrebbe tradursi presto in risultati pratici.
Infine, solo a titolo informativo, è importante sottolineare che alcune novità dovrebbero derivare da studi che riguardano i farmaci che aiutano ad abbandonare la dipendenza da fumo.
Un progresso in questo campo avrebbe il grande risultato di diminuire l'epidemia dovuta al fumo che miete circa 75.000 morti all'anno solo nel nostro Paese.

Silvio Garattini

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 17.48.19 CEST