Mario Negri - Istituto di Ricerche Farmacologiche

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Si tutela la salute anche per evitare più spese alla società

 

Consumi di cocaina, un boom sommerso

Il Sole 24 Ore


22/9/2005

Il consumo di cocaina sta aumentando soprattutto fra i giovani e ciò non può che destare preoccupazione visto che si tratta di un “farmaco” potente che induce euforia e diminuzione del senso di fatica.
Tuttavia a questi effetti si aggiungono gravi effetti collaterali tra cui dominano tossicità cardiaca e psichica.

Infatti molte delle morti improvvise sono ascrivibili all'impiego di cocaina, come pure attacchi psicotici che possono dar luogo a tragedie.
L'allarme dato recentemente anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità richiede un continuo monitoraggio per stabilire quanto ampio sia l'utilizzo di cocaina e possibilmente prevenirne l'estensione attraverso adeguati interventi di tipo informativo ed educativo.
Purtroppo non è facile eseguire questo monitoraggio, perché le interviste a campioni di popolazione, come pure i dati sui sequestri di cocaina oltre ad essere imprecisi hanno la caratteristica di essere poco utilizzabili anche in rapporto con il lungo tempo e l'alto costo che tali indagini richiedono.

Per queste ragioni i dati disponibili sono sporadici, spesso contradditori, e rappresentano certamente una sottostima rispetto al reale consumo di cocaina.
La necessità di sviluppare nuovi metodi è stata almeno in parte soddisfatta da una ricerca condotta dal gruppo di Fanelli e Zuccato dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in collaborazione con Davide Calamari dell'Università dell'Insubria, purtroppo deceduto prematuramente.

Il lavoro pubblicato su Environmental Health (www.ehjournal.net) è stato dedicato alla sua memoria.
Il metodo utilizzato ha come presupposto due necessità irrinunciabili.
La prima è quella di poter distinguere fra la cocaina che viene eventualmente eliminata nell'ambiente da parte dei trafficanti per liberarsene e la cocaina che deriva dal consumo effettivo da parte dell'uomo.
Le conoscenze del metabolismo della cocaina sono state di grande aiuto.

Infatti la cocaina viene trasformata dall'organismo umano in vari prodotti chimici (metaboliti), che perdono i principali effetti farmacologici della cocaina; il principale metabolita è noto con il nome di benzoilecgonina (BE) e viene eliminato completamente attraverso le urine, mentre la cocaina viene escreta nelle urine circa sei volte di meno.
La BE si presentava perciò come un ottimo marker per misurare nell'ambiente la eliminazione della cocaina dall'organismo.

La seconda necessità era quella di avere a disposizione un mezzo specifico di analisi per evitare di confondere la BE con altre sostanze presenti nell'ambiente e nello stesso tempo un metodo molto sensibile, dato che le quantità di BE da misurare si riteneva fossero molto piccole.
Il problema è stato risolto impiegando un sistema di cromatografia liquida combinato con spettrometria di massa, che unisce una elevata specificità ad una adeguata sensibilità.
Infatti il limite di misura della BE e della cocaina con il metodo utilizzato sono rispettivamente di 60 e 120 picogrammi per litro di liquido in cui i due prodotti siano disciolti, cioè 0,06 e 0,12 miliardesimi di grammo. Il problema di dove misurare la BE e la cocaina era relativamente  semplice, bastava misurarle nelle fogne dove appunto vengono raccolti i liquidi biologici e per avere la certezza di raccogliere liquidi provenienti da più localizzazioni le misure sono state eseguite all'ingresso dei depuratori.

Ciò è servito a stabilire che effettivamente i due composti si potevano misurare e per verificare che il loro rapporto fosse compatibile con quello che viene indicato da altri studi nell'uomo e cioè circa 0,15 parti di cocaina per ogni parte di BE eliminata.
Le misure effettuate presso i depuratori di quattro città di provincia italiane e cioè Cagliari, Cuneo, Latina e Varese hanno permesso di stabilire inoltre le concentrazioni di BE che oscillavano a seconda della città da 383.000 a 751.000 picogrammi per litro.

Considerando il volume del liquido passato attraverso il depuratore, ciò permetteva di documentare il passaggio di cocaina per un determinato periodo di tempo.
Così si può estrapolare che dal depuratore di Cuneo passino circa 11 Kg di cocaina per anno, da quello di Latina circa 12, da quello di Varese circa 13 e da quello di Cagliari, una città di dimensioni maggiori circa 47.

I liquidi che passano per i depuratori perdono molti prodotti organici ed inorganici, ma non perdono le concentrazioni di prodotti quali la BE e la cocaina che rispetto agli altri componenti sono presenti in quantità molto piccole.
Infatti i sistemi di depurazione dei depuratori non sono disegnati per ritenere o degradare microcomponenti dei liquidi fognari.

È perciò ipotizzabile che molte sostanze si trasferiscano dai depuratori ai fiumi.
È quanto è stato appurato dalla ricerca in questione, che appunto ha misurato BE e cocaina nel principale fiume italiano, il Po.
Le misure sono state effettuate a Mezzano in provincia di Pavia, dove il Po ha un flusso medio di circa 750 metricubi per secondo. Anche in questo caso i risultati sono stati positivi perché nell'acqua del fiume Po sono stati ritrovati 1200 picogrammi di cocaina e 25.000 picogrammi di BE per litro d'acqua.

Ciò ha permesso di stabilire che in quel punto del fiume passano ogni giorno circa 4 chilogrammi di cocaina e ogni anno più di una tonnellata (1,3) di cocaina. Il rapporto fra cocaina e BE permetteva di stabilire che tutte le misure si riferivano essenzialmente a cocaina passata attraverso l'organismo umano, anzi proprio in base a tale rapporto si suggeriva  che la misura di BE fosse la più attendibile, perché la BE è più stabile della cocaina nei liquidi acquosi.
Dalla raccolta dei dati sia negli affluenti dei depuratori sia nel fiume Po è possibile risalire ai consumi conoscendo la entità della popolazione che vi afferisce.
Ad esempio al punto del fiume Po scelto per le analisi, affluiscono i liquidi biologici di circa 5,4 milioni di abitanti, il che ci permette di stabilire che il consumo di cocaina è di 700 mg per ogni mille abitanti per ogni giorno.

Calcolando che la dose media di cocaina è di 100 mg se ne desume che per ogni mille abitanti vi sia un consumo di 7 dosi al giorno.
Poiché le statistiche del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2001 ci dicono che la grande maggioranza dei consumatori di cocaina è rappresentata da giovani e adulti di età fra i 17 ed i 34 anni è anche possibile calcolare, seppur con minor precisione, che per ogni 1000 giovani adulti il consumo di cocaina è di circa 27 dosi per ogni giorno.
I calcoli fatti per le 4 città di provincia sulla base degli affluenti dei depuratori sono riportati nella tabella e variano da 9,8 a 25,8 dosi al giorno per 1000 giovani adulti.

L'interesse di questa ricerca è molteplice, come è stato sottolineato anche da molti giornali e riviste straniere nonché dai commenti della BBC inglese.
Anzitutto si tratta di un nuovo metodo, che ha il pregio di essere più preciso di quello esistente, perché misura la quantità di cocaina effettivamente consumata dalla popolazione.
Può essere considerato più obiettivo, perché non si riferisce alle dichiarazioni del pubblico.
È meno costoso delle survey o delle inchieste, si presta ad una facile esecuzione e può essere ripetuto molte volte per realizzare un effettivo costante monitoraggio.

Sarebbe interessante ad esempio stabilire quali siano le variazioni nel week-end rispetto ai giorni feriali.
Il metodo ha inoltre la possibilità di stabilire quali siano i consumi in una singola città, grande o piccola che sia.
Ovviamente vi sono molte rifiniture da realizzare e molti aspetti da validare, ma l'impianto sembra solido.
Infine il metodo può essere utilizzato anche per misurare altre droghe o i loro metaboliti per altre forme di tossico dipendenza, quali la cotinina per i fumatori, il tetraidrocannabinolo, i metaboliti delle anfetamine o dell'eroina.

Un primo risultato è certamente quello di sostenere l'allarme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Sulla base dei dati raccolti i consumi reali sono molto superiori a quelli forniti dai dati statistici ufficiali, il che deve investire il Ministero della Salute della improrogabilità di un massiccio intervento informativo ed educativo.
Se i consumi sono così alti vuol anche dire che la vigilanza sulle importazioni e sulla distribuzione è ben lungi dall'essere efficace.

Un'ultima osservazione per il Ministero dell'Ambiente: occorrerà fare attenzione in futuro a questo nuovo tipo di inquinamento che si associa a quello da farmaci che può avere nel tempo conseguenze sulla salute attraverso la catena alimentare.

Silvio Garattini

Depuratore

  

Uso di cocaina

 
 
per 1000 abitanti   
per 1000 giovani adulti*
     
  g/giorno dosi/giorno g/giorno dosi/giorno
         
Cagliari 0,47 4,7 1,73 17,3
Cuneo 0,21
2,1 0,94 9,4
Latina 0,73 7,4
2,58
25,8
Varese 0,32 3,2 1,41 14,1
         
* 17-34 ann        

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 17.49.38 CEST