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Giovani e violenza
Corriere della Sera, Lombardia
21/09/2005
C'è preoccupazione per l'aumentare della violenza fra i giovani. 364 aggressioni quest'anno
contro le 282 del 2004 – sono i dati della Procura - 12 omicidi contro i 7 dello scorso anno.
Sono soprattutto ragazzi dell'Est, clandestini qualche volta, e si può capire.
Ma aumentano anche i crimini di ragazzi della borghesia milanese (anche di famiglie ricche).
Che si organizzano in piccole bande per rapine ed estorsioni.
Succede negli Stati Uniti da molti anni e proprio in questi giorni il Governo americano
stanzia 90 milioni di dollari (tanti, troppi secondo qualche senatore) per studi che aiutino a
capire se video games violenti e certe immagini della televisione inducano i ragazzi ad
essere violenti.
Kevin Kieffer, che lavora in Florida, dalle parti di Tampa ha pubblicato adesso un lavoro che
riassume 20 anni di ricerche.
Ha visto che ragazzi esposti a video games violenti diventano aggressivi (con i
coetanei soprattutto).
Ci si potrebbe chiedere se non è per caso che i ragazzi che scelgono i video games violenti
non siano già loro aggressivi, per temperamento, ma questo è stato escluso da altre ricerche.
Certi neurologi e radiologi con metodi assolutamente non invadenti hanno visto che l'attività
del lobo frontale del cervello di bambini “normali”, esposti però a video games violenti per un
certo periodo di tempo, assomiglia a quella dei bambini con disturbi del comportamento e
aggressività.
Qualcuno è scettico sul fatto che i video games, per quanto violenti, siano responsabili
dell'aggressività dei ragazzi nei confronti dei coetanei.
E con buone ragioni(uno studio su 213 giocatori di giochi violenti non ha trovato nessun
aumento di aggressività. Ma era fatto su persone più mature su cui forse la violenza dei games ha
meno effetto che sui ragazzi più giovani).
Intanto la senatrice Hillary Rodham Clinton vuole una nuova legge e lo Stato dell'Illinois ha
proibito che si vendano games violenti a chi ha meno di 18 anni.
Tutti provvedimenti contestati da chi fabbrica video games.
E a Milano quanti sono i ragazzi coinvolti in fatti di violenza?
Tra chi è violento e chi subisce soprusi, il 64% dei bambini delle elementari e il 50%
dei ragazzi delle medie.
E c'è qualcuno che se ne occupa? La ASL ha molte buone iniziative.
Le si dovrebbe conoscere e incoraggiare.
E i genitori? E gli insegnanti? (E chissà che non si debba ripensare del tutto al modo di
fare scuola. La scuola, oggi, assomiglia tanto a quella di 40 anni fa - italiano, latino, greco –
per qualcuno - matematica, fisica, scienze - ma intorno nel frattempo è cambiato tutto).
Giuseppe Remuzzi
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