|
Malati di traffico
Corriere della Sera, Lombardia
21/12/2005
Una volta gli uomini morivano di infezione, oggi si muore di più di infarto del cuore.
Nei paesi ricchi, ma non solo.
Ma che cos'è che danneggia il cuore? Quello che si mangia (troppi grassi animali e troppa
carne fanno male, mentre frutta e verdura proteggono) e poi il fumo di sigaretta, certamente.
Anche uno sforzo fisico troppo intenso può far venire l'infarto, e poi l'uso di cocaina e di
marijuana.
Tutti sanno che se uno ha crisi di collera rischia di più, ma anche chi vive in una grande
città, come Milano (o Roma o Parigi).
Per l'aria inquinata? Forse, ma anche per il traffico.
Lo ha stabilito uno studio fatto in Germania, a Norimberga, su quasi mille persone
sopravvissute a un infarto del cuore (lo studio è stato pubblicato in questi giorni sul New England
Journal of Medicine, il giornale di medicina più autorevole al mondo).
I ricercatori hanno ricostruito “minuto per minuto” le attività di questi ammalati dei
quattro giorni precedenti l'infarto.
Si è visto che appena prima di avere la crisi di cuore queste persone erano state nel
traffico più che nei giorni precedenti.
La maggior parte di loro in macchina, molti di meno in bicicletta, ma qualcuno aveva preso
anche mezzi pubblici.
Si è visto che stare nel traffico aumenta il rischio di infarto di 3 o 4 volte (per fare un
paragone uno sforzo fisico estremo aumenta il rischio di infarto di 6 volte).
Non si può escludere che quelli che stanno tanto tempo nel traffico siano anche quelli che si
alzano più presto al mattino e forse è questo che fa male - si sa da uno studio precedente - non il
traffico.
Ma i ricercatori hanno tenuto conto anche di questa possibilità e hanno concluso che gli
effetti del traffico sul cuore non dipendono da che ora ci si alza dal letto.
Uno potrebbe pensare che sia l'andare avanti e indietro, per lavoro, quello che fa davvero
male (come succede a chi, per lavoro, va a Milano tutte le mattine, per poi tornare la sera, stando
magari ore in autostrada).
Lo studio ha dimostrato invece che a parità di ore passate nel traffico hanno più infarto i
disoccupati di quelli che lavorano.
Non sarà l'essere al volante che predispone all'infarto? Non si può escludere, ma siccome
succede anche a chi usa i mezzi pubblici, è improbabile.
Nel traffico, si è visto, rischiano di più le donne degli uomini, chi ha più di sessant'anni
e chi è diabetico.
Per il cuore i giorni della settimana sono tutti uguali (lo studio ha documentato che, nel
traffico, dal lunedì al sabato si rischia allo stesso modo), ma si rischia di più nelle ore del
mattino e della sera che di notte (di notte c'è meno traffico).
Questo studio non aiuta a capire perchè il traffico fa male al cuore.
Potrebbe essere l'aria contaminata con le polveri sottili o quello che i medici chiamano
"stress emodinamico" (vuol dire che le arterie che portano sangue al cuore si restringono e poi si
forma un coagulo di sangue).
È stato detto, a proposito di traffico (fu Friedrich Nietzche, se non ricordo male), che
quando si è appena evitata una vettura si rischia di più.
Sembra che valga anche per il cuore.
Giuseppe Remuzzi
|