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Il Nobel per aver svelato l'origine dell'ulcera
Corriere della Sera
4/10/2005
Il premio Nobel per la medicina quest’anno va a Robin Warren e Barry Marshall. Sono molto giovani,
Warren ha 68 anni e Marshall 54 e hanno fatto tutto senza grandi apparecchi e senza metodiche
sofisticate. Robin Warren un patologo del Royal Perth Hospital in Australia, ha visto quello che
vedevano tutti, certi strani batteri nello stomaco e nel duodeno ma ha pensato a qualcosa cui
nessuno aveva pensato: che forse questi batteri erano causa di malattie.
“No acid, no ulcer”, senza acido non c'è ulcera. E’ l'eccesso di acido che provoca l'ulcera.
La causa? Stress, lavoro, famiglia. E c'è una familiarità per l'ulcera: la mamma di uno con
l'ulcera spesso è ossessiva, dominante, tante volte ha l'ulcera anche lei.
Per anni gli ammalati di ulcera si sono sentiti dire tante di queste cose. E di più che l’u
lcera è una malattia con la quale bisogna imparare a convivere e non si guarisce mai. E’ stato così
fino alla fine degli anni 80, ma Warren facendo le autopsie aveva notato nello stomaco di chi ha la
gastrite e l'ulcera, dei batteri. Forse i preparati erano contaminati.
Chissà quanti altri patologi prima avevano visto un po' di batteri vicino alla parete dello
stomaco e a pensarci bene certi batteri, a forma di spirale nello stomaco li aveva visti persino
Giulio Bizzozzero alla fine dell'800. Warren parlò della sua idea a Barry Marshall, un ragazzo
appena laureato (“e se fossero questi batteri che causano la gastrite prima, l'ulcera poi e magari
anche il cancro allo stomaco?”). Insieme si sono messi a coltivarli questi batteri. Era una specie
nuova, l'hanno chiamata Campylobacter pylori prima ed Helicobacter pylori poi. Come tanti altri
medici prima di loro, anche Warren e Marshall provarono le loro idee su loro stessi: ingerirono
culture di batteri, ebbero la gastrite, ma non l'ulcera e così, per un po’, il rapporto fra
l'Helicobacter ed ulcera fu messo ancora in discussione. Poi vennero gli studi di popolazione e fu
tutto molto più chiaro.
L'Helicobacter è responsabile del 70% delle ulcere dello stomaco, del 90% delle ulcere del
duodeno, del 60% del tumore allo stomaco. Ha la forma di un'elica, delle ali di gabbiano, e si
muove col movimento di un cavaturacciolo. Vive nello stomaco di quasi la metà degli abitanti della
terra, ma non tutti si ammalano.
I globuli bianchi che si infiltrano nella parte dello stomaco dove vive l'Helicobacter,
creano infiammazione – gastrite-, ma quasi mai riescono ad eliminare il batterio, che si nasconde.
E poi fabbrica delle proteine che assomigliano a quelle della parete dello stomaco, e così
imbroglia il sistema immune. Ma non basta. Per non essere eliminato l'Helicobacter cambia le sue
caratteristiche genetiche per adattarsi all'ospite, e qualche volta ci riesce.
Ecco perché solo uno su sei di quelli che hanno l'Helicobacter nel duodeno soffrono di
ulcera. Adesso i ricercatori hanno a disposizione l'intera sequenza del DNA del batterio.
Riusciremo a capire perché certi ceppi fanno più male di altri, ed eventualmente se abbiamo addosso
altri batteri simili che potrebbero essere responsabili di altre malattie.
Anche cani e gatti hanno il loro Helicobacter che qualche volta passa all'uomo (ecco perché è
bene impedire che cani e gatti possano leccare in faccia i bambini). Sì perchè da uomo a uomo o da
animale a uomo, l'helicobacter si prende col contatto diretto, con la bocca, attraverso la saliva,
se si tocca qualcosa che è sporco di feci e lo si porta alla bocca. Warren e Marshall hanno
cambiato la vita di milioni di persone. C'è voluta una buona idea, rigore, tenacia e un po' di
fortuna. Una volta avere l'ulcera era una vita di dolori, e poi c'era l'ospedale, la chirurgia. E
non si guariva mai. Adesso di ulcera si guarisce, con gli antibiotici, a casa.
Giuseppe Remuzzi
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