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L'occasione per capire

Corriere della Sera, Lombardia


2/11/2005

“Science Corners” angoli della scienza in Centrale, a Milano, come Hyde Park (che dal 1878 ospita chiunque vuole tenere una discussione,  ed è luogo simbolo della democrazia inglese) a Londra? Un po’ sì, un po’ no.

”Science Corners” è per comunicare la scienza  e introdurre il pubblico al fascino (e ai misteri) della scienza, e alle sue regole.
E’ un'idea formidabile per almeno due ragioni.

  1. Conoscere  (di scienza) serve a formare un’opinione pubblica più consapevole su questioni cruciali  per il futuro della nostra società, un esempio solo: l'energia nucleare bocciata (da noi) si impone dopo 30 anni in tutto il mondo. Perché la decisione – presa per referendum - era sbagliata.
  2. Comunicare la scienza serve agli scienziati (“se vogliono ridurre alla  fonte il rischio che i risultati del loro lavoro arrivino al pubblico in modo distorto” - Gilberto Corbellini sul Sole 24 Ore).

Se gli scienziati stanno lontani dall’arena  - delle stazioni, degli aeroporti, perchè no dei teatri, dove c’è  da aspettare, dove non si sa come passare il tempo - il vuoto lo riempiono i sociologi che, beati loro, non sperimentano, o almeno non lo fanno in laboratorio, e hanno tanto più tempo dei biologi. Di scienza sanno pochino, e chiedono, per esempio, che le scelte  (degli scienziati) si basino sul dialogo con tutte le componenti della società, tenuto conto dei valori delle tradizioni e delle religioni. Con l'idea che comunque ci debba essere  un controllo sulla scienza, che gli scienziati non devono avere carta bianca,  che la tecnologia debba essere governata. Di più, “la scienza  è anche una forma di gioco, e come tale può appassionare”. Verissimo e così sociologi e filosofi vorrebbero che la scienza passi da monopolio di pochi ad essere democratica. Più le persone sono coinvolte, migliori saranno le scelte.

Ma ahimè, la scienza non è democratica e non lo è la medicina. La storia della medicina - il primo vaccino, il primo antibiotico, la prima anestesia, il primo trapianto - è fatta di intuizioni,  di qualcuno che è stato sempre in minoranza. Se una cura non funziona (facciamo il caso, recente, dell'omeopatia) non funziona anche se milioni di italiani - e di tedeschi,  francesi e moltissimi americani -  è convinta del contrario.

Benissimo quindi i “Science Corners” e tanto meglio se riescono anche a divertire. Ma hanno un compito molto serio, fare in modo che la gente acquisisca una mentalità scientifica. I festivals della scienza sempre più diffusi ormai, in diverse città, potrebbero diventare percorsi di conoscenza che servono soprattutto ai giovani per apprezzare come si passa dal dato sperimentale all'analisi delle sue implicazioni per la società. Fatti per capire più che per divertirsi.

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 18.10.20 CEST