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Il progetto europeo EURONHEED: un’ulteriore opportunità di sviluppo della farmacoeconomia?
Il Sole 24 Ore - Inserto Sanità 27
Settembre/3 Ottobre 2005
L'importanza e l’utilizzo crescente degli studi di Valutazione Economica (VE) nei processi
decisionali in sanità acuisce il bisogno di rendere sempre più accessibili i risultati di questi
studi ai potenziali utenti.
Espressione concreta di tale opportunità sono tutti gli organismi regolatori nazionali
costituiti per controllare e valutare il rapporto costo-efficacia delle nuove tecnologie prima che
vengano ammesse a rimborso e ne sia raccomandato l'uso all'interno dei sistemi sanitari; solo per
citare gli esempi più famosi, il National Institute for Clinical Excellence (NICE) inglese e il
Pharmaceutical Benefits Advisory Committee (PBAC) australiano.
Negli ultimi anni si sta registrando un forte aumento del numero di VE in Italia, così come
in altri paesi europei; tuttavia, la corretta interpretazione e il conseguente utilizzo delle
stesse potrebbero essere compromessi dalla non adeguata preparazione in materia di economia
sanitaria degli operatori sanitari, non sempre in grado di valutare tecnicamente i punti di forza e
debolezza degli studi.
Una risposta concreta a queste esigenze del decision making sanitario è rappresentata dalla
creazione di banche dati in grado di identificare, classificare, sintetizzare e valutare gli studi
di VE pubblicati. Alcuni esempi di database realizzati in Francia e Inghilterra hanno costituito un
indubbio “passo avanti”, ma il loro carattere prevalentemente nazionale non ha risolto il problema
della diffusione dei risultati degli studi a realtà diverse rispetto a quella in cui sono stati
realizzati: cresce, infatti, la richiesta di “interpretazioni locali” dei risultati degli studi
pubblicati su riviste internazionali, al fine di consentirne una più ampia applicazione.
Recentemente, la Commissione Europea ha finanziato la creazione di un database europeo che
includerà tutti gli studi di VE pubblicati sulle riviste scientifiche nazionali e internazionali
dei paesi aderenti al progetto EUROpean Network of Health Economic Evaluation Databases
(EURONHEED).
A tale scopo, sette centri di ricerca di altrettanti paesi europei (Francia, Germania,
Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svezia) partecipano all’iniziativa, con l'impegno di creare
un database locale e coordinare lo stesso tipo di attività anche in altre nazioni europee (Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo e Svizzera);
responsabile del progetto per il nostro Paese è il CESAV dell'Istituto Mario Negri.
Il database, disponibile a breve su Internet (http://www.euronheed.org), conterrà una
scheda in lingua inglese per ciascuna VE pubblicata nei paesi aderenti al progetto. In particolare,
tale scheda includerà il riferimento bibliografico per le VE parziali, mentre per le VE complete è
previsto un abstract strutturato e dettagliato, compilato secondo uno schema che includerà
un'accurata revisione critica e un giudizio di attendibilità dello studio analizzato; i dati
economici saranno tutti espressi in euro, al fine di facilitare il confronto tra le diverse VE ma,
soprattutto, il principale valore aggiunto sarà rappresentato dalla metodologia comune di analisi
delle informazioni tratte dagli studi, nonché dalla preparazione di un commentario critico
focalizzato sulla validità e la generalizzabilità dei risultati.
A tale proposito, va sottolineata l'assenza nelle banche dati attualmente esistenti di
informazioni relative proprio alla generalizzabilità dei risultati delle VE ad altre realtà
territoriali: l'abstract di EURONHEED prevede anche un questionario dettagliato in base al quale
attribuire un “punteggio di generalizzabilità” a ciascuno studio.
Il progetto EURONHEED dovrebbe quindi favorire ulteriormente la convergenza dei metodi e il
miglioramento degli standard di qualità nell'ambito della comunità internazionale degli economisti
sanitari. Rispetto alle banche dati già esistenti, l'aspetto più innovativo del network è
costituito dalla caratteristica di includere tutte le VE pubblicate nelle lingue europee diverse
dall’inglese, in passato solo occasionalmente inserite nei database internazionali a causa
dell'obiettiva difficoltà di rilevazione, traduzione e interpretazione.
Iniziative come EURONHEED dovrebbero esortare indirettamente gli autori degli studi a
profondere un impegno sempre più assiduo nella descrizione della metodologia e, conseguentemente,
nella trasparenza dei risultati delle VE, svolgendo la funzione di “validare” in qualche modo gli
studi anche (se non soprattutto) a beneficio dei decision makers in ambito sanitario.
Livio Garattini e Paola De Compadri,
CESAV, Centro di Economia Sanitaria “Angelo e Angela Valenti” dell'Istituto di Ricerche
Farmacologiche “M. Negri”, Ranica (BG)
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