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I ragazzi e la droga
Corriere della Sera, Lombardia
18/11/2005
Chissà se qualcuno si ricorda dell’ “UROD”, il metodo ultrarapido per liberarsi dall'eroina
senza stare male. “E’ straordinariamente efficace” si leggeva sui giornali “si apriranno centri in
tutta Italia, a partire da Milano”. Si tratta di un'anestesia generale e di un farmaco, il
Naltrexone, che rimuove l'eroina dai recettori del cervello. Finita l'anestesia il
tossicodipendente è guarito, e non si dovrebbe drogare più. Questo almeno secondo chi l'aveva
inventato, questo metodo.
Una scoperta miracolosa? Chissà. Gli scienziati sono sempre stati scettici. (Chi se ne
intende sa bene che tentativi per disintossicarsi senza stare male ce ne sono stati tanti, dalle
alte dosi di insulina, all'elettroshock, ma non hanno mai funzionato, anzi i guai erano più dei
vantaggi).
Ma smettere con l'eroina espone a crisi di astinenza, si sta male. Di qui l'interesse per
l'UROD. Che però ha dei rischi, dalle alterazioni ormonali, a difficoltà respiratorie, a danni
renali fino a disturbi psichici anche gravi che possono persino portare al suicidio. E costa. Negli
Stati Uniti per un solo trattamento servono 15.000 dollari. Da noi parecchi milioni di lire, del
tempo.
Che fare? Finalmente qualcuno ha voluto vederci chiaro. Ricercatori della Columbia University
di New York hanno fatto uno studio su più di 100 pazienti, trattati la metà in anestesia e
Naltrexone, gli altri con farmaci, ma senza anestesia, come si è sempre fatto
Lo studio è stato pubblicato in questi giorni, si è visto che il trattamento in anestesia non
fa niente di più dei farmaci. Non libera definitivamente i ragazzi dalla droga, né allevia i
sintomi di astinenza di più di quanto non succeda coi farmaci che si sono sempre usati. E il
sistema dell'anestesia è pure pericoloso (fra quelli dell'anestesia, tre ragazzi hanno avuto
reazioni gravissime, da mettere in pericolo la vita).
L'UROD era stato presentato proprio a Milano nel settembre 1995 come il sistema che libera
per sempre i ragazzi dalla droga in poche ore, da Andrè Waismann, un dottore di Israele, che diceva
di aver curato quasi 3000 drogati, tutti “guariti”. Il dottor Waismann nonostante fosse stato
intervistato da tutti i giornali e avesse preso parte a programmi di televisione di tanti paesi del
mondo non aveva mai pubblicato i risultati dei suoi studi. Adesso dopo dieci anni precisi, finisce
anche la storia dell'UROD. Gli scienziati furono facili profeti.
In medicina, i passi avanti richiedono sempre pazienza, impegno, e tanta ricerca. Miracoli
non se ne vedono (quasi) mai. Ci vuole grande prudenza, specialmente nell'annunciare novità
epocali, specialmente quando ci si rivolge a persone deboli o malate.
Giuseppe Remuzzi
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