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Una sola Agenzia scientifica
l Sole 24 Ore
25/5/2005
La sensazione di crisi nel nostro Paese dipende in gran parte dal fatto che questo, i precedenti
governi e di riflesso le industrie private hanno per molti anni trascurato l'importanza della
ricerca scientifica e tecnologica praticamente in tutti i settori.
La scienza non è entrata nella scuola, i giovani trascurano le facoltà scientifiche, i
ricercatori non hanno prospettive di carriera, le università sono proliferate per spinte
clientelari. Il risultato è che tutti i parametri che rappresentano il potenziale scientifico e la
competitività ci vedono collocati agli ultimi posti nella scala dei paesi industriali.
La mancanza di masse critiche per la ricerca ha contribuito a privare il nostro Paese di
industrie competitive nei settori trainanti. Anche a causa dell'alto costo del lavoro, le celebrate
piccole e medie imprese hanno attualmente scarsa capacità di competere, con i Paesi emergenti.
La mancanza di un adeguato volume di ricerca ha ridotto l'innovazione e la possibilità di
avere a disposizione prodotti ad alto valore aggiunto per l'esportazione. La eccessiva attenzione
alla componente finanziaria ha frenato la imprenditorialità e rischia di rendere il nostro Paese un
mercato di cui tutti possono approfittare.
I rimedi non sono facili. È chiaro che nessuno possiede la bacchetta magica per
risolvere problemi che si sono accumulati nel tempo. Anzitutto occorre cercare di dare segnali che
cambino l'attuale tendenza al pessimismo, un atteggiamento che non è tipico degli italiani e che
contribuisce a determinare sfiducia e paralisi.
Occorre rilanciare la posizione centrale della ricerca scientifica se si vuole rimanere nell’a
mbito dei paesi industrializzati.
La ricerca, occorre dirlo chiaramente, non produce risultati immediati, ma richiede tempi
lunghi. Tuttavia se non si inizia a cambiare il quadro delle priorità si continuerà a peggiorare.
Le proposte esistono, ma gli interessi precostituiti ed i particolarismi politici impediscono che
vengano applicate. Unificare il sostegno alla ricerca attraverso la costituzione di una Agenzia per
la Ricerca che impedisca l’attuale frammentazione ai livelli dei vari Ministeri, lanciare un grande
programma di formazione per precostituire per i giovani nuove possibilità di carriera nell'ambito
della ricerca scientifica, abolire il valore legale della laurea, ripristinare la meritocrazia in
ambito universitario, facilitare la partecipazione dei privati alla ricerca sono alcune ovvie
proposte che attendono di essere realizzate da troppi anni.
Silvio Garattini
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