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Lo spinello e la salute

Corriere della Sera, Lombardia


10/04/2005

Che ci sia un rapporto fra consumo di cannabis e certi disturbi psichici - difficoltà di concentrazione, ansia, attacchi di panico, mania di persecuzione, insomma quello che i medici chiamano psicosi - è abbastanza ben documentato.
Fumare, lo spinello, per periodi prolungati modifica le relazioni sentimentali, cambia il carattere, secondo certe ricerche.
Altri studiosi però non sono d'accordo.
Lo spinello, dicono, non fa poi così male.
"Fuma" il cinquanta per cento dei ragazzi (forse di più, secondo gli ultimi dati) e i professori non sono da meno, per cui rassegnamoci.

'E poi non è lo spinello la causa delle psicosi, è vero il contrario: i giovani che fumano sono i più fragili, "fumano" per tenere a bada la loro psicosi'.
È proprio così? Il dibattito è aperto, certezze non ce ne sono ancora.
Ma certe ricerche, molto recenti, portano contributi interessanti.
Un lavoro di neurologi tedeschi ha dimostrato che:

  1. lo spinello non è una risposta alla psicosi
  2. ansia e depressione, sono tanto più frequenti quanti più spinelli si fumano.

Un altro studio, abbastanza recente, fatto in Nuova Zelanda dimostra che la frequenza di schizofrenia - a 26 anni - è più bassa in chi non ha mai fumato, rispetto a coetanei che fumano.
E che, fra quelli che fumano, chi ha cominciato a 15 anni ha più facilmente schizofrenia, a distanza di qualche anno, di chi ha cominciato a 18 anni.
Una ricerca fatta in Australia, su 60.000 studenti arriva a conclusioni molto simili.
Ma la dimostrazione più convincente dei rapporti fra consumo di marijuana e alterazioni delle funzioni del cervello viene da un lavoro pubblicato in questi giorni su 'Neurology'.
I ricercatori - di Baltimora, lavorano all'istituto per le droghe del governo americano - hanno studiato i movimenti del sangue che irrora il cervello di 54 ragazzi che "fumavano" e 18 che non avevano mai fumato.

Lo hanno fatto con una particolare ecografia, fatta apposta per indagare la circolazione.
Si è visto che la velocità di flusso del sangue nelle piccole arterie del cervello aumenta con l'uso di cannabis.
Cosa vuol dire? Che c'è un restringimento del calibro di queste arterie.
Uno potrebbe pensare che siano alterazioni transitorie e che, appena si smette di "fumare", il calibro delle piccole arterie del cervello torna normale.
Non è così. A distanza di un mese dall'ultima assunzione di cannabis il calibro delle arterie era comunque ridotto rispetto a quello che si misura in chi non fuma.

Ma che evidenza c'è che avere le arterie un po' ridotte di calibro, alla lunga, faccia male? La risposta viene dall'osservazione che il restringimento del calibro delle arterie di chi fuma spinelli è ancora più marcato di quello che si misura in chi ha la pressione alta o il diabete.
E i danni al cervello della pressione alta e del diabete sono ben conosciuti.
Certo il calibro delle arterie del cervello in chi ha la demenza senile è più stretto ancora.
Ma basta per assolvere lo spinello? Probabilmente no.
Certo il danno dello spinello è ben diverso da quello di ecstasy e cocaina.
Però, un lavoro del giornale dell'associazione dei medici americani dimostra che, in molti casi, chi arriva alla cocaina, era partito dallo spinello (sempre con l'idea che 'non fa poi così male').

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 18.31.02 CEST