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Date tempo alla scienza

Corriere della Sera


03/09/2006

Scienziati del Massachusetts guidati dal dottor Lanza hanno impiegato una tecnica già usata nelle cliniche della fertilità per dare origine a cellule staminali embrionali umane.
Quando c' è il sospetto di una malattia ereditaria, dall' embrione di due giorni, che è fatto di otto-dieci cellule soltanto, se ne prende una per lo studio del Dna.
Se non si trovano anomalie, l' embrione viene impiantato nell' utero della madre e potrà essere un bambino.

David MaCanley, che guida un grande gruppo di ricerca sulle cellule staminali, considera questo uno straordinario passo avanti.
I vescovi cattolici degli Stati Uniti hanno però trovato troppo ottimismo nell'intervista rilasciata da Lanza e hanno dichiarato che l'annuncio di Nature («Sarà possibile creare linee cellulari embrionali senza distruggere l'embrione») è falso.
Chi ha ragione?

Stiamo ai fatti:

  1. Prelevare una cellula per diagnosi pre-impianto da un embrione di due giorni è tecnica di routine.
    Se ne sono fatti più di mille di questi interventi e l'embrione può sopravvivere (non succede sempre, ma questo nemmeno per la fecondazione naturale).
    E secondo un'analisi recente di tutti i dati disponibili fatta dal gruppo Cochrane togliere o meno una cellula - a quello stadio di sviluppo - non compromette la sopravvivenza dell'embrione.
  2. Robert Lanza da una cellula di embrioni di due giorni ha ottenuto cellule staminali embrionali pluripotenti, che possono cioè dare origine a qualunque organo e tessuto.
    Prima, le cellule embrionali si prendevano dalla blastocisti (che è fatta di 150 cellule circa) e questo distruggeva l'embrione.
  3. Irina Klimanskaya (è lei che ha fatto il lavoro) ha prima separato le cellule dell'embrione e poi le ha tenute in coltura fino a otto mesi senza che perdessero le loro caratteristiche.
    Questo è stato fatto, questo c'è scritto sul lavoro di Nature. Quegli embrioni lì non sono sopravvissuti, ma non era quello l'obiettivo del dottor Lanza.

Lui voleva fare tante cellule embrionali da una, presa da un embrione di otto-dieci cellule, proprio come si fa nelle cliniche della fertilità dopo la fecondazione in provetta.
Cosa faranno adesso i ricercatori del Massachusetts? Cercheranno di migliorare la procedura.

Tutti i passi avanti della scienza richiedono tempo e pazienza. Prima di mettere a punto la tecnica chirurgica di trapianto di rene, Joseph Murray ha dovuto operare 600 cani in un momento in cui si pensava che togliere un rene a una persona sana e trapiantarlo nel gemello malato non fosse possibile né etico.
Lanza dovrà arrivare a una percentuale di successo più alta (adesso ha ottenuto due linee di cellule staminali ma ha fatto 91 tentativi).
Poi gli scienziati faranno in modo che le stesse cellule che si usano per la diagnosi pre-impianto possano essere utilizzate per avere cellule embrionali.

La scienza continua il suo cammino, e in un certo senso in modo inesorabile.
Questo di Lanza è un passo avanti importante. Fra l'altro, viene incontro soprattutto a chi non vuole che si sacrifichino embrioni (nemmeno quelli che se no si buttano via).
Domani forse l'atteggiamento della Chiesa sarà più aperto. Oggi la Chiesa vede con favore che una mamma dia una parte del suo fegato (e sono miliardi di cellule) al suo bambino perché possa continuare a vivere, ma trent' anni fa non era così.

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 18.47.17 CEST