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I farmaci rincorrono i guadagni trascurando le reali necessità
Gente
12/01/2006
Il 2005 non ha mostrato grandi novità nel campo dei farmaci. Molti prodotti “nuovi” sono
copie o analoghi di altri già esistenti.
Le novità in termini di reali vantaggi per la salute o nuove terapie sono davvero poche.
Perché?
Essenzialmente perché siamo in un periodo di transizione.
Le nuove conoscenze della genomica e della proteomica attendono di essere tradotte in
applicazioni pratiche, ma non sarà per domani!
La carenza di novità è anche dovuta al fatto che sempre di più l'industria farmaceutica
privilegia la ricerca che si rivolge alle malattie molto frequenti rispetto ai reali bisogni della
medicina, per ragioni economiche.
Abbiamo in commercio oltre 350 confezioni di farmaci antiipertensivi di una sola classe
terapeutica (ce ne sono altre quattro) mentre in 5 anni sono stati approvati solo 20 nuovi farmaci
orfani a fronte delle 5000 malattie rare che attendono ancora una terapia.
Alla scarsezza dei nuovi farmaci corrisponde invece l'aumento dei prezzi.
I nuovi farmaci costano sempre più dei vecchi anche se non rappresentano un miglioramento.
Soprattutto sono aumentati i prezzi di fascia C, quelli che vengono pagati direttamente dai
pazienti.
I confronti con altri Paesi mostrano che da noi si paga di più.
Le farmacie hanno molto nicchiato per quanto riguarda lo sconto sui prodotti che non
richiedono ricetta medica.
Hanno poi ceduto quando c'è stato il pericolo della vendita nei supermercati.
Tuttavia nei supermercati gli sconti sarebbero stati più elevati; si obietta che vi sarebbe
consumismo, ma non si capisce per quale strana ragione i farmacisti debbano essere sempre saggi
quando stanno in farmacia e diventano invece “leggeri” quando operano in altri luoghi.
Vedremo cosa succederà in futuro tenendo conto del fatto che si stanno raccogliendo firme per
una legge di iniziativa popolare.
Le industrie si sono trovate in difficoltà di fronte alla prevista pandemia influenzale.
Gli annunci un po' scriteriati e inutilmente allarmistici hanno determinato una incetta del
vaccino anti influenzale penalizzando coloro che per età o per malattia ne avrebbero avuto
veramente bisogno.
Sarà interessante vedere come si comporteranno i Governi che hanno acquistato tonnellate di
farmaci antivirali, visto che dati recenti mostrano che gli asiatici, per fortuna molto pochi,
colpiti dal virus dell'aviaria sono resistenti ai farmaci in questione.
Speriamo che il 2006 ci porti migliori notizie.
In ogni caso Buon Anno!
Silvio Garattini
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