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Farmacisti, fate ordine nel vostro bazar

Il Sole 24 Ore Sanità


23/05/2006

Il farmacista proprietario di farmacia - vale oggi qualche miliardo di vecchie lire - è come un Giano bifronte. Con una faccia, severa e professionale, si rivolge al mondo dei servizi.

Indubbiamente il farmacista è fondamentale per controllare le ricette del medico, dare consigli agli ammalati riguardo l'impiego dei farmaci (in particolare per quelli “da banco” che non richiedono una prescrizione), e per realizzare semplici test diagnostici.

La farmacia rappresenta il luogo ideale per ricevere informazioni sanitarie soprattutto nel campo della prevenzione.
La distribuzione di opuscoli informativi sulle cattive abitudini di vita, dal tabagismo all'uso eccessivo di alcool, dal sovrappeso alla sedentarietà, può essere di particolare efficacia proprio perché effettuata in un luogo caratterizzato da autorevolezza sanitaria.

La farmacia potrebbe diventare anche il luogo ideale per alcune interazioni con il Servizio Sanitario Nazionale. Basti pensare alla possibilità di eseguire prenotazioni per esami diagnostici, per piccoli interventi chirurgici, e per le attività socio sanitarie.
Questo complesso di attività può fare della farmacia un vero e proprio centro di educazione sanitaria.

In questo contesto, il farmacista esercita un ruolo di collaborazione con il medico, avendo competenze specifiche che gli derivano dal suo curriculum universitario ricco di conoscenze chimiche, farmaceutiche e farmacologiche.

Con l'altra faccia, allegra e ammiccante, il Giano bifronte si rivolge invece al mondo del mercato. La farmacia diventa così un luogo dove si realizzano operazioni spesso in contrasto con la stessa cultura del farmacista.
Basti entrare in qualsiasi farmacia per trovare ogni tipo di prodotto: dagli zoccoli, ai prodotti dietetici, dai giocattoli per bambini ai preparati cosmetici.

In una farmacia di una grande città si possono trovare persino gioielli, beninteso anallergici!
La paccottiglia degli pseudo prodotti farmaceutici contiene una grande varietà di indicazioni: dagli epatoprotettori agli integratori alimentari, dai ricostituenti agli immunomodulanti, dai farmaci per la memoria agli antiossidanti.

Tutte categorie di farmaci che non trovano alcuna cittadinanza nei testi di farmacologia e di terapia.
Una particolare varietà di prodotti è rappresentata dai dimagranti che promettono meraviglie e riescono perfino a “bruciare le calorie”!
I dimagranti possono specializzarsi e divenire prodotti anticellulite in grado di eliminare imperfezioni pressoché in tutte le parti del corpo.

Le vetrine di molte farmacie sono ricche di richiami che nulla hanno a che fare con la medicina. “Seni e glutei da sogno” sono alcuni degli slogan che invitano ad acquistare prodotti mirabolanti.

Forse il negozio chiamato farmacia raggiunge il massimo della sua contraddizione con la vendita dei prodotti omeopatici. Il farmacista, per sua stessa formazione culturale, sa benissimo che dietro alla varietà di colori, di forme e di etichette di quei prodotti c'è il nulla, ma ciò non lo distrae dalla vendita.

Per fare in modo che il cliente venga attratto non esita ad esporre accanto all’insegna della “ farmacia” il neon verde dei “prodotti omeopatici”, un accostamento che farebbe rivoltare nella tomba il povero Avogadro.

A questo punto il Giano bifronte, dopo aver trasformato un luogo di educazione sanitaria in un bazar, si lamenta perché è in discussione l'ipotesi di vendere i prodotti da banco, quelli oggetto di pubblicità anche nei supermercati.

Egli prospetta disastri consumistici e perdita del significato terapeutico del farmaco: si dimentica però che la eventuale vendita dei prodotti da banco nei supermercati potrà avvenire solo in luoghi ben definiti e sotto il suo diretto controllo.
Il farmacista è quindi saggio operatore sanitario solo in farmacia e non in luoghi dotati di minore sacralità?

E’ probabile che l’utente ricavi vantaggi di carattere non solo economico dalla vendita dei farmaci da banco nei supermercati.
Infatti è lecito pensare che lo stesso riceverà maggiore attenzione dal farmacista sgravato dalla vendita dei farmaci soggetti a prescrizione medica e dalla paccottiglia più sopra ricordata.

Se vuole essere credibile nelle sue lamentele, il Giano bifronte, deve prima di tutto mettere ordine nella gestione del suo bazar.

Silvio Garattini

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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 18.59.35 CEST