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Identikit dell'Agenzia per la ricerca scientifica
Articolo tratto dal sito www.lavoce.info
08/02/2006
In attesa che l'Europa abbia forza, coraggio e buon senso per mettere insieme tutte le risorse
umane ed economiche disponibili per un reale progetto comune di
ricerca scientifica, diventa sempre più urgente stabilire come il nostro paese
possa gestire al meglio le sue.
Ciò è tanto più vero considerando che a livello dell'Unione e del Parlamento europei sta
prendendo forza l'idea di realizzare una Agenzia europea per la ricerca.
L'avvio dell'European Research Council per la ricerca di base costituisce una novità
positiva importante.
Pochi soldi e spesi male
La ricerca in Italia è particolarmente svantaggiata rispetto agli altri paesi europei: non c'è
classifica, con i parametri più diversi per verificarne il livello quantitativo e qualitativo, che
non ci veda relegati agli ultimi posti.
Fra l'altro, la situazione tende a
peggiorare perché recentemente nella valutazione delle citazioni dei lavori
scientifici l'Italia è stata superata anche dall'Austria.
A confermare tutto ciò, basteranno due soli dati: l'Italia spende circa
l'uno per cento del Pil, mentre la media dei paesi europei è intorno al due per
cento;
per ogni mille lavoratori l'Italia conta 2,7 ricercatori, mentre la media dei paesi europei
è di 5,1.
Non solo le nostre risorse sono insufficienti, ma sono anche
mal gestite e disperse fra molti enti, senza che vi sia alcun collegamento e
programmazione.
Ad esempio, al ministero dell'Istruzione, non è ben definito quale sia il bilancio per la
ricerca: spesso esiste una sovrapposizione con la spesa universitaria e risulta perciò poco chiara
la attribuzione alla didattica rispetto alla ricerca.
La salomonica divisione della spesa al 50 per cento fra università (didattica) e ricerca non
ha alcun fondamento e sarebbe molto difficile da documentare.
Fondi per ricerca esistono tradizionalmente anche in altri ministeri (Agricoltura, Salute,
Difesa, Industria e Ambiente) e più recentemente attribuzioni vengono effettuate dal ministero
dell'Innovazione.
Inoltre, organismi come il Cnr (oggi meno che in passato), le Regioni e l'Agenzia italiana
per il farmaco finanziano progetti di ricerca.
Tutto ciò crea frammentazione, spese di gestione multiple, duplicazioni di progetti,
finanziamenti a pioggia e in definitiva una cattiva utilizzazione delle esigue risorse disponibili.
Come dovrebbe essere l'Agenzia
Per migliorare la situazione, è nata la proposta di istituire la
Agenzia italiana per la ricerca scientifica (Airs) con l'obiettivo principale di
raggruppare e gestire tutte le risorse pubbliche disponibili per la ricerca, in stretto contatto
con l'Agenzia europea per la ricerca.
Si deve trattare di una
struttura agile e flessibile che utilizzi le regole normalmente in vigore presso
analoghe agenzie europee e americane, e organizzata con modalità multidisciplinari per toccare i
grandi problemi della società.
Tale suddivisione potrebbe includere: ambiente, comunicazione, materiali avanzati,
farmaceutica, biotecnologie, biomedicina, astronomia, eccetera.
Ogni sezione dovrebbe disporre di una segreteria scientifica e di un piccolo gruppo
multidisciplinare di consulenti.
La selezione del personale dovrebbe essere realizzata, sulla base di profili professionali
predeterminati, da parte di un'agenzia specializzata.
La scelta dei consulenti dovrebbe essere effettuata da un gruppo di "saggi", italiani e
stranieri, con passato di ricerca.
L'insieme delle proposte di ricerca dovrebbe permettere di stabilire un
programma triennale scorrevole, in modo da non determinare soluzioni di continuità
nei finanziamenti. All'interno di ogni sezione si dovrebbero articolare ricerche a lungo termine
(ricerche di base) e ricerche a medio-lungo termine (ricerche finalizzate).
Queste ultime dovrebbero avere un forte collegamento con le attività industriali. Sulla base
dei programmi triennali e delle disponibilità economiche, si disporrà il bilancio triennale, non
necessariamente articolato su base annuale.
La suddivisione delle risorse per i diversi settori dovrebbe avvenire "a posteriori" in
virtù della qualità delle proposte presentate.
I compiti dell'Airs possono essere così riassunti:
-
Valutazione e finanziamento di progetti spontanei proposti dai ricercatori con
programmi dedicati mirati a sostenere i giovani ricercatori (sotto i 35 anni).
Un'agenzia normale finanzia in tutta la carriera scientifica, con programmi specifici per
giovani.
-
Borse di studio (comprendenti le spese generali e correnti) per la formazione di
giovani ricercatori da collocare presso istituzioni scientifiche accreditate;
- Gestione di brevi soggiorni presso istituzioni italiane o straniere per apprendere
nuove tecnologie;
- Sostegno a
progetti finalizzati;
- Coordinamento e sostegno delle proposte di ricerca presentate in sede europea;
- fIncentivazione della presenza di
ricercatori stranieri per attività di formazione e di collaborazione, con il fine
di internazionalizzare gli ambienti italiani di ricerca;
-
Distribuzione delle informazioni relative a fonti di finanziamento da parte di
istituzioni italiani e straniere, comprendenti più gruppi accademici e industriali.
Compito dell'Airs sarà anche quello di preparare in tempi adeguati (ad esempio su base biennale)
lo stato di avanzamento della ricerca scientifica italiana.
Le valutazioni dei progetti di ricerca dovranno essere fatte su base meritocratica,
coinvolgendo referee stranieri.
I progetti di ricerca prescelti dovranno essere finanziati per il loro effettivo costo
evitando finanziamenti a pioggia.
L'Airs privilegerà i controlli "in itinere" e a "posteriori", verificando i risultati
ottenuti e la congruità delle spese sostenute.
La costituzione dell'Airs può perciò rappresentare un elemento di stimolo, di rinnovamento e
di qualificazione della ricerca scientifica italiana.
Silvio Garattini* per il gruppo 2003**
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www.gruppo2003.org/cv/cv-garattini.pdf
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http://www.gruppo2003.org/
Milano 8 febbraio 2006
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