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Informatica e medicina
Corriere della Sera, Lombardia
24/08/2006
Informatica e medicina.
Nessuno si sognerebbe di far partire un aereo senza computer, in nessuna parte del mondo,
nemmeno nel più piccolo aeroporto (dell'America Latina o dell'Asia).
E non dovrebbe essere così anche negli Ospedali?
Tutte le pratiche relative al ricovero per esempio (e questo qualche volta succede) ma anche
alla cartella clinica (che quasi dappertutto in Italia e in Lombardia si compila a mano).
L'informatica servirebbe per tutto quanto è relativo ai farmaci, dalla gestione del magazzino
alla distribuzione ai reparti e a quanto arriva all'ammalato, ai farmaci della dimissione, ma non
succede quasi mai.
Ed è così, anche negli Stati Uniti l'informatica è stata applicata agli aspetti
amministrativi del lavoro degli Ospedali e a quelli finanziari.
Poco o nulla a migliorare le cure.
Così un gruppo di esperti e di medici di diverse Università della California ha preso in
esame tutta la letteratura.
Ha trovato 257 buoni lavori. Fatti prevalentemente in Ospedali che hanno studiato l'impatto
dei sistemi informatici sulla qualità delle cure.
Si è visto che il computer aiuta il medico a curare bene e ad aderire alle linee – guida
(sono indicazioni che derivano dalla letteratura internazionale su come si debbano curare le
malattie).
Anche le complicazioni legate al ricovero in Ospedale (trombosi delle vene delle gambe, per
esempio e embolia polmonare) erano di meno dove c'erano buoni programmi informatici, e lo stesso
vale per gli effetti collaterali dei farmaci e le infezioni ospedaliere.
In qualche Ospedale il computer riduceva gli errori medici e almeno in uno si sono ridotti
considerevolmente i costi.
E i tempi delle prestazioni? Non si allungano quasi mai.
Questi studi hanno messo in evidenza un fatto fondamentale.
Là dove il computer davvero aiuta a curare è perché i sistemi informatici sono stati
sviluppati da chi li usa.
Sono medici – ricercatori che hanno saputo adattare l'informatica alle esigenze dei loro
colleghi.
Dove si è cercato di fare il contrario le cose non funzionano e nessuno è riuscito finora a
documentare se sistemi commerciali - poco flessibile e in generale pensati per applicazioni non
mediche - messi in un Ospedale, con l'obbligo, per i medici di usarli, abbiano qualche effetto
favorevole sulla cura degli ammalati.
L'informatizzazione in Ospedale costa. Prima di spendere questi soldi ci si dovrebbe chiedere
se serve.
Se si utilizzano le esperienze che ci sono già, i vantaggi ci saranno e saranno probabilmente
enormi.
Se si fa tanto per farlo, con progetti che sono già falliti altrove, si spenderà moltissimo
(e chi li installa, questi sistemi, avrà grandi profitti) ma non è detto che questo serva agli
ammalati.
Giuseppe Remuzzi
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