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I lacci italiani
Corriere della Sera
14/05/2006
Mamma e papà in Inghilterra hanno deciso per la fertilizzazione in vitro e hanno chiesto ai
medici di selezionare l'embrione sano, e trasferirlo nell'utero della mamma. Non avevano problemi
di sterilità, ma avrebbero potuto trasmettere al bambino il cancro della retina di cui soffriva la
mamma.
Se non l'avessero fatto, il bambino avrebbe avuto il 50% di probabilità di avere il tumore.
Può colpire un occhio solo, o tutti e due. Si fa chemioterapia, qualche volta va bene, se no si
perde un occhio o tutti e due. E la predisposizione al tumore si trasmette ai figli.
Così invece nascerà un bambino normale. Un giorno avrà dei figli, anche lui, sani. S'è fatto
per il retinoblastoma, ma ce ne sono tanti di tumori ereditari, potrebbero sparire come la
poliomielite e il vaiolo.
Ed è lo stesso per altre malattie, del sistema nervoso.
Una si chiama neurofibromatosi, un'altra Corea di Huntington.
Altri ereditano una malattia del sangue, si chiama talassemia, devono fare trasfusioni per
tutta la vita. Altri ereditano certe malattie dei reni, vivono legati ad una macchina di dialisi.
Quello che è successo in Inghilterra, succede negli Stati Uniti da tempo per tante malattie, e
perfino in certi Paesi dell'Asia.
Ma da noi no. Da noi i medici (che hanno scelto di curare le malattie) devono rinunciare a
una della cure più efficaci.
La legge in Italia non vieta la fecondazione in vitro. Vieta, però, qualunque forma di
selezione degli embrioni.
Gli embrioni (tre soltanto, e questo riduce di molto le probabilità che la tecnica abbia
successo) vanno trasferiti nell'utero della mamma così come sono. Se hanno ereditato il gene del
retinoblastoma o della neurofibromatosi, della talassemia o della malattia renale policistica, si
abortirà dopo.
Sì, perché la legge in Italia consente l'aborto ai genitori che non vogliono un figlio
malato, o anche solo che non vogliono un figlio. Legge fatta contro i principi della medicina e in
contrasto con un'altra legge dello Stato.
Selezionare gli embrioni no, abortire sì. E adesso ?
Non c'è legge che tenga. Chi è malato vuole guarire.
Per un po' chi sa di poter trasmettere una malattia ai figli andrà all'estero, dove ci si
potrà curare, ma sarà per i ricchi. Chi non ha abbastanza soldi per andare in Inghilterra o negli
Stati Uniti, continuerà ad avere figli malati.
Molti moriranno, inutilmente. Dopo un pò, selezionare gli embrioni, per non trasmettere ai
figli e ai figli dei figli tumori e altre malattie, si potrà, anche da noi.
Giuseppe Remuzzi
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