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La lezione di Pinocchio
Corriere della Sera - Lombardia
16/06/2006
Come aiutare i bambini e i ragazzi a mangiare “meglio”?
Collodi (che in realtà si chiamava Carlo Lorenzini), forse senza saperlo, lo ha detto in
venti righe meglio che in tanti trattati.
Vediamo: Pinocchio torna a casa sfinito e affamato dopo una nottata da dimenticare. Ne fa un
racconto un po' confuso dal quale Geppetto capisce soprattutto che ha fame.
Vorrebbe potergli dare chissà che cosa, ma ha solo tre pere. Erano la sua colazione, ma
gliele dà volentieri. “Se volete che le mangi, fatemi il piacere di sbucciarle” dice Pinocchio.
Geppetto si meraviglia e cerca di spiegargli con garbo e un'arguzia tutta toscana che in
questo mondo bisogna “avvezzarsi abboccati e a saper mangiare di tutto, perché non si sa mai quello
che ci può capitare”. Ma Pinocchio le bucce non le può soffrire come non può soffrire il torsolo,
che difatti sta per buttare via dopo aver mangiato la prima pera.
Geppetto tiene tutto, bucce e torsoli. Finite le pere Pinocchio ha ancora fame, ma Geppetto
non ha più niente da potergli dare. Gli sono restate solo le bucce.
Prima una, poi tutte, poi anche i torsoli: Pinocchio mangia tutto ed alla fine “è contento da
fregarsi le mani”.
È nel periodo dell'adolescenza che si comincia a scegliere, e si formano le abitudini
alimentari, che poi uno avrà sempre.
Ma i ragazzi, in generale, mangiano meno frutta e verdura di quanto servirebbe.
Peccato perché la frutta e la verdura, fra l'altro, prevengono il sovrappeso (e a Milano il
20 percento dei bambini fra i 6 e i 10 anni pesa più del normale).
C'è un modo per convincerli a prendere più frutta e più verdura? Averne in casa serve? È il
primo passo, ma non basta.
Uno studio appena concluso fa vedere che i ragazzi che trovano frutta in casa ne mangiano di
più, ma non ancora abbastanza.
E cosa altro si può fare? Mangiare la frutta e la verdura con loro. Si è visto che quello che
mangiano i genitori a casa, influenza il gusto dei ragazzi (nel bene e nel male).
Ci sono anche dei piccoli trucchi: quando tornano dalla scuola i bambini hanno fame, è il
momento migliore per fargli trovare in tavola la frutta.
Meglio frutta intera che succhi, ci sono più fibre e meno calorie. Il gusto dei bambini si
forma e si trasforma, in una parola evolve. Un cibo nuovo non piace mai subito. Ma vale la pena di
fare tutta questa fatica, quando le patatine fritte spariscono in un baleno?
Sì, vale la pena. Le patatine fritte (che da sole fanno il 40% del consumo di vegetale
dei bambini dello studio dei dietisti americani) fanno male.
A pensarci bene Geppetto non aveva tre pani, aveva tre pere, per Pinocchio.
È un grande insegnamento. Una mela al giorno forse non toglierà il medico di torno, ma
sicuramente se ci si abituasse da bambini a mangiare abbastanza frutta i casi di tumore e di
infarto del cuore diminuirebbero di molto.
Giuseppe Remuzzi
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