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Il mangiare in famiglia
Corriere della Sera - Lombardia
16/04/2006
Una volta mangiare tutti insieme, in famiglia, mezzogiorno e sera era un rito a cui nessuno
rinunciava, e poi c'era il pranzo della domenica, magari con i parenti.
Riti che si conservano ancora, da qualche parte, anche in Lombardia, ma che altre volte si
perdono. Va bene lo stesso? Pare proprio di no.
Un lavoro pubblicato in America suggerisce che mangiare insieme, in famiglia, migliora il
benessere dei ragazzi. Chi mangia in famiglia (e con i familiari) fuma di meno, rischia meno di
eccedere con l'alcol e ha meno probabilità di drogarsi.
Lo studio ha coinvolto quasi 5000 ragazzi di Minneapolis. Il 30% di loro mangiava in famiglia
7 giorni su 7, il 30% almeno due giorni, gli altri, mai.
Oltre a fumare di meno (o a non fumare) e usare meno marijuana, lo studio ha dimostrato che
chi mangia in famiglia ha crisi di depressione meno frequenti.
Pensano di più al suicidio i ragazzi che non mangiano mai in famiglia che gli altri.
Ma questo potrebbe dipendere dalle condizioni economiche della famiglia, o da quanto, in
famiglia, si va d'accordo. Come si fa ad attribuirlo al fatto di stare a tavola insieme?
Di fatto c'erano già diversi studi che suggerivano che lo stare insieme, a pranzo o a cena
era fonte di maggiore benessere (parliamo di ragazzi fra gli 11 e i 18 anni), ma nessuno finora era
riuscito a valutare separatamente l'effetto dello stare insieme dalle altre considerazioni che
possono avere un ruolo importante sul benessere dei ragazzi.
Questo dei ricercatori di Minneapolis è il primo studio fatto per separare il contributo
dello stare a tavola da altre variabili. C'è un aspetto interessante di questo studio.
Le ragazze sono più sensibili dei maschi agli effetti favorevoli dello stare a tavola
insieme.
E uno curioso: ragazze che frequentano ragazzi più grandi di loro si trovano più spesso fra
chi non sta a tavola con i genitori. Perché? Non si sa.
Ma a tavola ci devono essere entrambi i genitori o basta uno? Questo, lo studio dei
ricercatori di Minneapolis non lo dice e nemmeno nessuno degli studi precedenti ha potuto indagare
questo aspetto.
Invece uno studio di qualche anno fa aveva dimostrato che far cena insieme migliora nei
ragazzi la capacità di esprimersi e arricchisce il loro vocabolario (in tempi di SMS e scrittura
intuitiva è probabilmente importante). Certo dipende molto da quello di cui si parla, da come sono
i genitori, se si mangia con la televisione accesa o no.
C'è un altro dato che emerge dallo studio americano: chi mangia in famiglia mangia più frutta
e verdura e più fibre di chi mangia per conto suo. Questi studi dovrebbero essere conosciuti e, un
po', se ne dovrebbe tenere conto, nei limiti di quello che ciascuno può fare.
Molti non possono stare a tavola con i ragazzi per ragioni di lavoro. Ma molti che potrebbero
farlo, non lo fanno perché danno priorità ad altre cose. Forse è sbagliato. Se si riconosce che lo
stare insieme a tavola è importante, ci si può organizzare per farlo.
Giuseppe Remuzzi
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