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I nuovi consumi e la pubblicità
Corriere della Sera - Lombardia
30/03/2006
Uno studio presentato in questi giorni a Milano (Corriere 24 marzo) fa vedere che il 20% dei
bambini tra i 6 e gli 11 anni pesa più del normale. Quasi 6 su 100 sono decisamente obesi, e di
questi 2 (su 100) hanno già la pressione alta. Preoccupa, perché il sovrappeso porta al diabete e
ad ammalarsi di cuore. Non solo, ma questi ragazzi rischiano, da adulti, di ammalarsi di più di
tumore.
Nel Nord America, ma anche in Sud America nel 2010 la metà dei bambini sarà in sovrappeso. In
Europa i bambini in sovrappeso saranno, nel 2010, quasi il 40%. E succederà presto anche in Cina.
È anche (ma non solo) perché i bambini sono esposti ogni giorno, ormai dappertutto, a ogni
sorta di pubblicità per promuove cibi che fanno ingrassare. Qualcuno, in Inghilterra, sta
pensando a una legge che vieti questo tipo di pubblicità. Altri hanno pensato di costringere
l'industria degli alimenti a spendere, invece, per promuovere il consumo di frutta e verdura. Ma i
guadagni dell'industria alimentare vengono soprattutto dai cibi che fanno male e questo consente
grandi spese di pubblicità (quasi 13 miliardi di dollari all'anno negli Stati Uniti solo per la
pubblicità che si rivolge ai bambini). Sarà difficile convincere l'industria a cambiare strategia.
Ma l'obesità dei bambini dipende anche dal fatto che si muovono troppo poco.
Nel 1997, in Italia, il 18% dei giovani non faceva nessuno sport, ma già nel 2001, a non
muoversi mai erano il 24%, e non va meglio adesso. Peccato, perché l'attività fisica, nei ragazzi,
migliora anche le capacità di apprendere.
Insomma, quella dell'obesità è una assoluta priorità di salute per l'Italia, e dovrebbe
esserlo ancora di più a Milano.
Ma il nostro Sistema Sanitario – che peraltro ha molti meriti - fa poco per prevenire le
malattie, da sempre. Oggi nei laboratori di ricerca si lavora per riparare organi e tessuti con le
cellule staminali. Sono studi straordinari. Ci saranno, forse, con queste tecniche novità
importanti per la cura delle malattie, ci vorranno anni, però.
Ma c'è una cosa che possiamo fare, subito: fermare l'epidemia - di malattie
cardiovascolari, diabete e malattie del cuore - che verrà inevitabilmente dal soprappeso dei
ragazzi di oggi.
Basta aiutarli a mangiare meglio, e convincerli a fare un po' di attività fisica. Se no c'è
il rischio abbiano una aspettativa di vita inferiore a quella della generazione che li ha preceduti
(e sarebbe la prima volta).
Proprio adesso che gli scienziati, studiano i geni della longevità e dell'invecchiamento, per
cercare forse l'immortalità, o qualcosa che gli si avvicini.
Giuseppe Remuzzi
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