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Il progetto dell’AIFA a supporto della ricerca clinica indipendente
19 aprile 2006
La ricerca clinica sull'efficacia dei farmaci è finanziata per circa il 90% dei casi dall'industria
farmaceutica che molto spesso è responsabile anche per la stesura dei protocolli nonché per la
raccolta e la valutazione dei dati. La letteratura scientifica ha ampiamente documentato che ciò
determina possibili distorsioni sulla reale efficacia dei nuovi farmaci. Infatti in molti casi
vengono pubblicati solo i lavori positivi, mentre negli studi di confronto si tende a privilegiare
il nuovo farmaco utilizzando il placebo anche quando esistono farmaci di riferimento.
La scelta del farmaco di confronto cade spesso su un prodotto non adeguato e impiegato a dosi
e tempi diversi da quelli ottimali. Disegni di “equivalenza” e “non inferiorità” vengono preferiti
a disegni di “superiorità”, così da evitare di dover evidenziare un valore aggiunto per il nuovo
farmaco. Questa situazione ha creato prese di posizione da parte degli editori delle maggiori
riviste cliniche internazionali, che hanno a più riprese emanato regole più stringenti per
pubblicazione degli studi clinici controllati.
Questa situazione è particolamente preoccupante per gli organismi regolatori che devono
affidare le loro decisioni sulla commercializzazione di nuovi farmaci solo a dati presentati
dall'industria farmaceutica. Attualmente nessuna agenzia per il farmaco, inclusa l'EMEA che opera
per conto di tutti i Paesi aderenti alla Unione Europea, ha la possibilità di realizzare ricerche
in proprio per controllare i dati della letteratura o acquisire nuove informazioni. In altre parole
le ricerche cliniche sui farmaci che abbiano la caratteristica dell'indipendenza sono limitate alla
sponsorizzazione da parte di strutture pubbliche o private e rappresentano una piccoli
ssima frazione della
letteratura scientifica del settore.
Per questo ha creato un notevole interesse l'iniziativa della “giovane”
Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA) di realizzare un progetto a sostegno della ricerca clinica indipendente,
utilizzando un fondo costituito con una tassa del 5 per cento sulle spese di promozione
dell'industria farmaceutica in Italia. Si è costituita così una commissione per la ricerca,
composta da 10 esperti nominati dal Consiglio d'Amministrazione (CdA) dell'AIFA e dalla conferenza
Stato-Regioni, che ha iniziato la Sua attività il 29 aprile 2005. Si sono stabiliti dapprima i
criteri che dovevano orientare il progetto: dovevano essere proposte ricerche cliniche riguardanti
l'efficacia e la sicurezza dei farmaci; i temi dovevano avere rilievo per il Servizio Sanitario
Nazionale (SSN), cioè mirare a ottenere risultati che potessero essere d'aiuto alle attività
regolatorie dell'AIFA. Per mantenere la caratteristica dell'indipendenza solo enti non-profit,
pubblici e privati, potevano partecipare al progetto.
Seguendo questi criteri il giorno 29 settembre 2005 sono stati lanciati tre bandi di concorso
riguardanti: 1) farmaci orfani per le malattie rare; 2) confronti “testa a testa” fra farmaci per
le stesse indicazioni terapeutiche; 3) studi di farmacovigilanza attiva. Per ciascun bando sono
stati proposti alcuni temi che orientassero i vari settori di ricerca.
Il procedimento di valutazione adottato é quello del triage. Sulla base di una griglia
standard per ciascun bando, i proponenti dovevano preparare una lettera di intenti. Alla chiusura
del bando (31 ottobre 2005) sono state presentate ben 404 proposte, un risultato molto
significativo che indica non solo il grande interesse dei clinici italiani per la valutazione dei
farmaci, ma anche il desiderio di partecipare a studi indipendenti per programmazione ed analisi
dei dati.
La commissione preposta ha proceduto alla valutazione, sulla base di punteggi predisposti,
non tanto del valore scientifico del progetto, quanto soprattutto della sua pertinenza rispetto
agli obiettivi del progetto AIFA. Ogni progetto ha avuto due relatori ed alla fine della
discussione i membri, ad eccezione del presidente hanno dato un voto per ciascun progetto. In
questo modo sono state selezionate ben 104 proposte per il passaggio successivo che doveva
stabilire una graduatoria di merito. A questo punto, entro la data del 25 gennaio 2006, i
proponenti dovevano formulare in modo più completo e con maggiori dettagli il proprio progetto.
Al fine di realizzare la migliore valutazione possibile si è impiegato il metodo ritenuto più
attendibile, cioè quello delle “study session”. Ciascun membro della Commissione ha proposto una
rosa di nomi; gli uffici dell'AIFA hanno spedito le lettere d'invito ed hanno poi costituito, sulla
base delle risposte e considerando le competenze, tre study session, una per ciascun bando. Ogni
study session era composta da 6 o 7 membri, eminenti ricercatori stranieri ed italiani. È
interessante notare che hanno partecipato alla fase finale tutti i progetti selezionati, che nel
frattempo si erano ridotti a 101, perché in alcuni casi si è proceduto ad un accorpamento fra
progetti che avevano protocolli molto simili tra loro.
I membri delle study session hanno avuto un mese di tempo per valutare i progetti. Per ogni
progetto due membri dovevano preparare una relazione scritta ed un membro doveva operare da “
discussant”. Dopo questa valutazione i membri delle study session si sono riuniti a Roma nei giorni
6-8 marzo 2006 per discutere e stilare per ogni study session e per ogni tema una graduatoria di
merito. Il punteggio da 4,0 a 5,0 indicava alta priorità, quello da 3,0 a 3,9 indicava un buon
livello, mentre al di sotto di 3,0 il progetto era considerato di scarso interesse per le finalità
del SSN e dell'AIFA. Tutti i proponenti riceveranno il giudizio espresso dalle study session.
Dopo aver ascoltato i rapporti dei presidenti delle study session il giorno 8 marzo 2006 la
commissione raccomandava al CdA dell'AIFA di approvare, compatibilmente con le risorse disponibili,
tutti i progetti con punteggio eguale o superiore a 3,0.
Il CdA nella seduta del 23 marzo 2006 approvava il finanziamento di 54 progetti con punteggio
superiore a 3,1 per un finanziamento totale di circa 35 milioni di Euro.
Il progetto è giunto al termine in tempi accettabili e verrà ripetuto nel corso di quest'anno
dopo aver ascoltato pareri e proposte da parte di società scientifiche, enti privati e industriali,
nonché da parte del comitato tecnico scientifico e di altri comitati dell'AIFA stessa.
La realizzazione del primo progetto indica che anche in Italia è possibile selezionare
progetti di ricerca privilegiando il merito, nell'ambito della massima trasparenza. L'esperienza
delle study session dopo il triage, realizzato in modo completo per la prima volta, merita di
essere seguita anche da altri enti pubblici e privati. Da notare infine che i progetti verranno
finanziati con le cifre approvate dalle study session, proprio per pretendere che vengano
realizzati con le modalità e nei tempi descritti dal protocollo.
Silvio Garattini
Milano 19 aprile, 2006
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