|
Sperimentare sugli animali
Corriere della Sera, Lombardia
09/06/2006
Mentre il consiglio per la ricerca medica della Gran Bretagna ritiene che per sperimentare
farmaci, se serve, vadano usate anche le scimmie - non lo si faceva dal ’98 anche se la legge non
lo vieta - a Milano c'è stata proprio recentemente una azione di vandalismo ai danni di un
laboratorio di ricerca dell'Università.
Ma davvero gli animali nei laboratori sono trattati male? E poi, è proprio necessario
sperimentare sugli animali? Entrare in uno stabulario di ricerca oggi è un po' come entrare in una
sala operatoria: gabbie pulitissime, spazi adeguati, sistemi sofisticati di controllo delle
infezioni, e le leggi che proteggono gli animali sono severe e vengono rispettate. Un esempio: chi
fa interventi chirurgici su topi e ratti deve dimostrare di avere conoscenze teoriche (e vale
naturalmente anche per i chirurghi degli uomini), ma anche dimostrare di saperlo fare, anche dopo
anni (questo non è richiesto nemmeno ai chirurghi degli uomini).
Perché un farmaco arrivi al pubblico servono anni di ricerca ed enormi investimenti. Si parte
con dieci molecole, e quando va bene, all'uomo ne arriva una. Le altre si perdono per strada, o
perché non funzionano, o perché fanno male. Se per esempio un farmaco è efficace nel ridurre il
colesterolo, ma danneggia il fegato, lo si può sapere solo se si sperimenta sugli animali.
C'è poi il caso della chirurgia. Oggi più di un milione di persone al mondo vivono grazie ad
un trapianto. Tutto è cominciato a Boston, quando Joseph Murray ha trapiantato a un giovanotto, il
rene del gemello. Ma per poterlo fare nell'uomo, prima, Murray ha dovuto operare quasi 600 cani.
Quell'intervento cinquanta anni fa aprì la strada a tanti altri trapianti. Joseph Murray nel ‘90
ebbe il Nobel ”non c'è niente di più ridicolo che pensare che tutto questo si sarebbe potuto fare
con un computer o con le cellule in cultura – ha detto nell'occasione del premio - sarebbe come
dire che si può vivere senza respirare o senza sangue”. Vale per la chirurgia dei trapianti, e
qualunque altra chirurgia, e per tutte le procedure che oggi si fanno sull'uomo.
Fra l'altro oggi i ricercatori, usano molto meno animali di un tempo,perchè tutto quello che
si può fare senza dover ricorrere agli animali, si fa, certo e non potrebbe essere altrimenti anche
solo perchè gli animali costano (quelli modificati geneticamente anche migliaia di dollari). Ma la
gente deve sapere, senza tanti giri di parole, che non si possono avere farmaci nuovi e nuove
procedure in medicina senza passare per la sperimentazione animale. Lo si fa a malincuore,
s'intende, ma non c'è altro modo.
Giuseppe Remuzzi
|