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Ma il tempo per ripartire è quasi scaduto

Corriere della Sera


18/03/2006

"Troppa burocrazia (incompetente), il desiderio di ritorni immediati (che è la negazione della ricerca), pochi soldi e nessuna attenzione al merito".
Certi scienziati lo dicono da anni (ma nessuno li ascolta, da noi, ai vertici delle organizzazioni di ricerca, quelli bravi non li chiamano).
E adesso è scritto su Nature.

C'è modo di salvare la scienza in Italia? Forse no.
Perché?

  1. Abbiamo troppo pochi ricercatori, e troppi che vanno all'estero. Bisognerebbe che ne venissero da noi, dall'Est, dalla Cina, dall'India.
    Ma serve aprire le frontiere. Purtroppo gli scienziati stranieri, pochi, che vengono da noi sono trattati come extracomunitari e basta;
  2. Negli Stati Uniti le Università reclutano i docenti migliori anche dall'estero. Da noi docenti stranieri ce n'è pochissimi.
    E ci sono troppe cattedre, i professori sono su d'età e pagati bene, dopo un po', anche se non pubblicano;
  3. Nei Paesi normali gli scienziati vengono pagati secondo i risultati della ricerca.Da noi, no.
    E non servono soldi in più, basta darli a chi la ricerca la fa davvero. I soldi poi vanno dati direttamente ai ricercatori, che devono essere liberi di impiegarli come vogliono.
    Certo, ci si deve accertare che li spendano bene, ma per questo basta vedere come pubblicano (i ricercatori bravi hanno tutto l'interesse a pubblicare bene);
  4. I nostri Rettori hanno criticato la riforma dell'Università e con qualche buona ragione.
    Ma avrebbero potuto darsi da fare per cambiare le regole: eliminare i concorsi, togliere valore legale alla laurea e chiudere le sedi dove non c'è buona ricerca.
    L'analisi dei mali della scienza italiana è abbastanza semplice e le soluzioni sono lì, basta volerle cogliere. Non cambierà nulla.

Quirino Paris, 72 anni, da 37 professore in California ha detto in un'intervista al giornale delle Università "Il sistema italiano si sta suicidando.
Ad andarsene sono sempre i migliori, noi li prepariamo, altri prendono vantaggio dalle loro conoscenze.
I più bravi vanno all'estero perché il nostro è un sistema mafioso e familiare che premia la mediocrità".
Se il professor Paris dovesse avere ragione, e molto probabilmente ce l'ha, per salvare la scienza in Italia non c'è più tempo.

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 19.36.54 CEST