|
Valzer di nomi. Sanità malata
Corriere della Sera, Lombardia
02/06/2006
Il Presidente Berlusconi (che era anche il Ministro della Salute) a pochi giorni dalla scadenza
del suo mandato nomina i direttori scientifici di tre importanti Istituti di Ricovero e Cura a
Carattere Scientifico (IRCCS) della Lombardia: il Besta, l'Istituto Tumori e il San Matteo di
Pavia. Il Ministro della Salute, Livia Turco, non fa in tempo a entrare nel suo ufficio che li
revoca.
E il presidente Formigoni protesta: la revoca delle nomine è dipesa da “ragioni di
schieramento”.
Cosa arriva alla gente? L'idea che da una parte e dall'altra ci si lamenti che gli “altri”
occupano tutte le posizioni (istituzionali e non).
E poi quando tocca a loro fanno lo stesso.
Ma Livia Turco ha già incontrato Formigoni, e settimana prossima ci sarà un altro colloquio.
È l'occasione per dare un messaggio diverso.
Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico non sono né di destra né di sinistra,
sono un patrimonio del Paese.
Tumori, malattie del cuore, malattie del sistema nervoso, AIDS, invecchiamento… vincere
queste sfide vuol dire cambiare la vita di moltissimi ammalati.
E evitare che tanti si ammalino domani. Gli IRCCS dovrebbero essere strutture eccellenti,
capaci di coniugare ricerca avanzata con le cure migliori e stabilire degli standard cui gli altri
Ospedali dovranno fare riferimento.
Che i direttori siano nominati da Berlusconi o dalla Turco è irrilevante.
Agli ammalati importa che siano bravi.
Questi direttori hanno una responsabilità enorme: stabilire gli indirizzi di ricerca, trovare
i soldi, attirare in Italia i ricercatori migliori (la fuga dei cervelli va benissimo, purché
altrettanti giovani vengano da noi, ma servono istituti che competano con i migliori d'Europa e
serve aprire le frontiere).
Devono essere lungimiranti questi direttori perché la nuova medicina gli impone scelte
difficili.
Devono saper creare un gruppo, e far dialogare chi fa ricerca di base con chi cura gli
ammalati (da qualche parte ci si riesce, ma il più delle volte no).
E saper integrare l'attività dei loro istituti con quella degli altri. Ci sono potenzialità
enormi in Lombardia, ma progetti strategici che sappiano prendere vantaggio da tutto quello che
c'è, no.
Il dialogo che si è aperto fra il Presidente Formigoni e il Ministro è una grande
opportunità.
Sceglieteli insieme i direttori, e fra quelli bravi scegliete il più bravo. E se non è vicino
a nessun partito, pazienza, sceglietelo lo stesso.
Sarà un modo per dire a tanti ricercatori e a tanti giovani medici che anche in Italia si
possono avere posizioni di responsabilità senza, per forza, essere vicini a un partito.
Giuseppe Remuzzi
|