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Vaccini fuori controllo
L'Espresso
18/09/2007
Cinque Paesi industrializzati, Inghilterra, Italia, Canada, Russia e Norvegia,
con l’aiuto della fondazione Bill Gates e attraverso il Global Fund, hanno preso l’iniziativa di
donare 1,5 miliardi di dollari (circa 1 miliardo di euro) per acquistare nuovi vaccini al fine di
combattere e possibilmente sradicare le malattie infettive indotte dallo pneumococco. Si tratta di
un progetto rivolto ai bambini dei Paesi negletti nella speranza di attenuare il peso delle
malattie respiratorie e di influire sullo sviluppo socioeconomico. Tuttavia come sottolinea il
dottor Donal W. Light della Princeton University in una nota sulla rivista scientifica The Lancet
del 28 luglio 2007 il progetto utilizza una nuova forma di finanziamento mai sperimentata finora e
denominata Advance Market Committment (AMC), una specie di impegno per un mercato avanzato. In
altre parole l’impegno è di garantire alle industrie che scoprono nuovi vaccini per i Paesi in via
di sviluppo la possibilità di avere un mercato, assicurando un acquisto massivo del vaccino. Questo
significa che non si spenderanno soldi fino a che non sia stato reso disponibile un buon prodotto.
Evidentemente la formula è attraente per le industrie farmaceutiche perché nella ricerca di un
vaccino corrono gli stessi rischi della ricerca per farmaci utili ai Paesi industrializzati: in
caso di successo hanno a disposizione un mercato di 1,5 miliardi di dollari. Il progetto sembra
essere attraente tuttavia il dottor Light richiama l’attenzione su alcuni pericoli che possono
essere ancora evitati.
Realisticamente il vaccino può essere prodotto al costo, che include le spese di ricerca, di
circa 1,25 dollari a dose. Con la cifra a disposizione si potrebbero perciò acquistare 1,2 miliardi
di dosi di vaccino. Il progetto AMC ha invece ipotizzato un acquisto al costo di 5-7,5 dollari per
dose con la conseguenza che nel migliore dei casi si possano inoculare solo 300 milioni di bambini.
Se queste cifre sono valide, la differenza fra il costo reale e quello riconosciuto finirebbe per
essere sottratta ai Paesi in via di sviluppo per finire, come spesso capita, nelle casse delle
multinazionali. Il Global Fund deve invece operare per fare in modo che le risorse disponibili
rendano il massimo dal punto di vista dei bambini vaccinati, perché solo attraverso i grandi numeri
si possono sottrarre alla morte milioni di bambini. Sarebbe anche molto importante che la
produzione dei vaccini sviluppati dalla ricerca fosse fatta nei Paesi che li utilizzeranno anziché
negli stabilimenti delle multinazionali: questo consentirebbe di dare uno stimolo non solo alla
salute ma anche all’economia. Proprio l’Italia che è stata una delle principali promotrici dell’i
niziativa AMC dovrebbe farsi interprete di questi suggerimenti per ottenere il massimo beneficio
possibile.
Silvio Garattini
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