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Quando l'Aids si nasconde
Corriere della Sera, Lombardia
10/03/2007
All'Ospedale Careggi di Firenze sono stati trapiantati fegato e reni da un donatore con l'AIDS, per
errore.
S'è scritto e parlato molto di quel guaio, ma pochi, quasi nessuno ha affrontato il problema
più importante.
Ne ha discusso in una bellissima lettera (Corriere del 28 febbraio) il professor Moroni: la
donna che ha donato gli organi aveva l'AIDS e non lo sapeva.
Faceva una vita normale, le cose che fanno tutti, commessa – per quello che si sa –con una
figlia alle scuole elementari.
A Milano gli ammalati di AIDS sono più di 9000, di più che a Roma e a Napoli ma molti,
nessuno sa quanti - potrebbero essere mille o di più - hanno il virus dell'AIDS e non lo sanno.
Sono persone normali, fra i 30 e i 50 anni, spesso professionisti, gente che in generale non
ha problemi economici. Prendono l'AIDS dopo incontri occasionali e non pensano minimamente di aver
contratto l'infezione.
Stanno bene, e a fare il test non ci pensano neanche lontanamente. E intanto infettano altre
persone, o la moglie.
Il Centro di Controllo e di Prevenzione delle Malattie di Atlanta negli Stati Uniti ha
raccomandato che “il test per l'HIV diventi parte della visita medica, di qualunque visita medica”.
Sì, perché scoprire il virus per tempo può salvare tante vite. Oggi di AIDS non si muore - ci sono
farmaci molto efficaci - ma è importante far presto.
Chi se ne accorge tardi e arriva in Ospedale quando la malattia è già avanti, continua a
morire.
Non solo, ma se si scopre presto che uno è sieropositivo, gli si può spiegare per tempo come
modificare i suoi comportamenti sessuali per evitare che il virus si diffonda. E non basta. Fermare
per tempo il virus dell'AIDS vuol dire fermare la tubercolosi e altri batteri e virus che si
diffondono con l'AIDS. Certi microbi degli animali e virus, che normalmente non passano all'uomo
tanto facilmente, possono farlo in organismi debilitati.
Il test si può fare negli ospedali, è gratuito e si mantiene l'anonimato. Non si dovrebbe
perdere nemmeno un giorno perché chi ha più di un partner o rapporti occasionali con persone che
non conosce faccia il test. E perché ogni visita medica, anche dal dentista, diventi un'occasione
per fare il test.
Sapere di aver contratto l'infezione e saperlo presto, consente di curarsi e avere una vita
normale per moltissimi anni. E poi si evita di trasmettere la malattia ad altri. E si risparmia.
Curare un ammalato di AIDS quando ormai le complicanze sono gravi si può, ma non lo si guarisce e
si spende tantissimo.
Giuseppe Remuzzi
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