|
Associazioni Italiane di Medici di Medicina Generale
Comunicato stampa
26/03/2007
La “Settimana Nazionale di Prevenzione del Tumore della Prostata - Festa del Papà 2007”1,
organizzata dalla World Foundation of Urology (una Onlus con sede in Italia2) con l'Alto Patrocinio
della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della
Salute, e del Ministero dell'Università e della Ricerca, merita un giudizio fortemente critico.
Ancora una volta si trasmette al pubblico una informazione omissiva su limiti, rischi e
incertezze di uno screening ancora in corso di valutazione scientifica, su cui la comunità medica
internazionale è divisa per la mancanza di conoscenze ragionevolmente sicure sullefficacia e il
rapporto beneficio-rischio.
Non è accettabile una promozione dello screening dei tumori prostatici dichiarandone solo gli
aspetti positivi e sottacendo invece le importanti conseguenze negative (come incontinenza urinaria
e impotenza) dell'intervento di prostatectomia e l'elevato numero di soggetti che non si
gioverebbero comunque dell'anticipo diagnostico.
Siamo molto preoccupati di come e quanto la decisione di sottoporsi all'esame del PSA sia sempre
più banalizzata da una intensa ed incontrastata propaganda mediatica, che impedisce un giudizio
equilibrato e spinge a sottoporsi a test preventivi anche persone che altrimenti non lo
farebbero.
Non è mai stato provato che la diagnosi precoce di tumore della prostata sia efficace nel
ridurre la mortalità per la malattia, mentre numerosi dati evidenziano un rischio importante di
diagnosticare e quindi trattare soggetti che non avrebbero mai sviluppato clinicamente la malattia,
o che sarebbero comunque deceduti per altre cause, considerata la frequenza di forme non evolutive
del tumore, la sua lunga storia naturale e la prevalenza in età avanzate.
Laddove lo screening è diffuso, come negli U.S.A., si è assistito ad un incremento esponenziale
di diagnosi di tumore della prostata e di prostatectomie, senza che sia stata documentata alcuna
riduzione di mortalità a distanza di oltre 20 anni dalla scoperta del PSA.
In queste condizioni, è lecito sostenere tanto l'opinione che lo screening sia raccomandabile
quanto il contrario; ciò che non è lecito è non esplicitare le incertezze e omettere informazioni
rilevanti nel determinare - come inevitabilmente avverrebbe - scelte differenti tra diversi
soggetti.
Tutto ciò che può influenzare l'autonoma decisione individuale è essenziale per la qualità
dell'informazione. Lo screening del tumore della prostata (mediante dosaggio del PSA e altri esami)
è una scelta personale difficile, che va presa dopo averne discusso opportunità, limiti e rischi
con un medico di fiducia (non necessariamente urologo: il medico di medicina generale è anzi il
naturale riferimento e può ben essere l'unico).
La novità di questa Campagna, rispetto a infinite altre iniziative analoghe, è data
dall'autorevolezza dei suoi sostenitori. Stupisce la contraddizione con il documento prodotto dalla
Consensus Conference di Firenze del 20033 (sottoscritto da moltissime Società scientifiche italiane
tra cui tutte quelle della Medicina Generale), con la posizione del Consiglio Nazionale delle
Ricerche del 20044, con quanto afferma il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle
malattie (CCM) del Ministero della Salute (addirittura in una pagina Web dedicata alla formazione
continua dei medici5), e con le linee guida internazionali.
La domanda che sorge spontanea ai medici di Medicina Generale, quotidianamente a contatto con
milioni di persone, è perciò molto semplice: che genere di informazione al pubblico, su fatti di
salute, le Istituzioni democratiche del nostro Paese intendono dare e sostenere? È o no un diritto
delle persone essere informate correttamente e compiutamente dai medici, per poter effettuare delle
libere scelte sulla propria salute, tanto più in condizioni di incertezza del rapporto
beneficio-rischio?
Queste domande valgono sempre e per ogni intervento medico, ma impongono altissimo rigore e
cautela quando si propongono interventi a persone sane e asintomatiche, che non ne hanno fatto
richiesta.
19/3/2007
CSeRMEG (Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale), AIMEF (Associazione Italiana Medici di
Famiglia), ASSIMEFAC (Associazione Scientifica Interdisciplinare di Medicina di Famiglia e di
Comunità), SAMG (Società Altoatesina di Medicina Generale), EURACT-Italia (European Academy of
Teachers in General Practice), EGPRN-Italia (European General Practice Research Network),
EURIPA-Italia (European Rural and Isolated Practitioners Association), EUROPREV-Italia (European
Network for Prevention and Health Promotion in Family Medicine and General Practice), SIQuAS
(Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria - VRQ).
Adesioni: Centro Cochrane Italiano.
1
http://www.prevenzionetumoreprostata.it
2
http://www.wfurology.org/
3 Italian national consensus conference on prostate cancer screening (Florence, May 17,
2003)--final consensus document Int J Biol Markers. 2003;18(4):238-40.
4
http://progettooncologia.cnr.it/strategici/prostata/02-pr.html
5
http://aifa.progettoecce.it/approfondimenti/Cancro_prostata_RR_editing.0.pdf
|