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La droga e i danni
Corriere della sera, Lombardia
26/08/2007
Nel 1995 il Lancet scriveva: "fumare cannabis anche per molto tempo non è dannoso per la salute".
Non è più così. Lo spinello fa male. "Ottomila giovani poco più che ventenni in Lombardia hanno
disturbi psichici legati all’uso di droghe" ha detto Carlo Lucchina al meeting di Rimini. Cocaina,
eroina, ecstasi, certo, ma è vero anche per la cannabis, che provoca psicosi transitorie come
difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, e disturbi affettivi. Ma è vero che a lungo
andare la cannabis causa malattie più gravi come schizofrenia e depressione? Questo era meno
chiaro, ma sarebbe stato importante saperlo. Sono malattie invalidanti, per la famiglia è un
dramma, e c’e un costo per il sistema sanitario.
Il Lancet di questi giorni ha preso in esame tutte le evidenze finora disponibili. Il rischio
di malattie mentali aumenta del 40% in chi usa cannabis. Rischia di più chi fuma di più, ed è
logico. Qualcuno pensava che la cannabis avesse effetti particolarmente negativi per chi iniziava
ad utilizzarla molto presto (il cervello continua a svilupparsi nell’adolescenza esporlo a sostanze
tossiche in quel momento lì poteva essere pericoloso). Ma non pare sia così. L’avere una malattia
mentale dopo dipende da quanta cannabis si è consumata, non tanto da quanto presto si è cominciato.
Chi ha sempre negato che lo spinello potesse far male aveva qualche buona ragione. Ammettiamo che
qualcuno subito prima dell’insorgere di certi disturbi psichici incominci a prendere cannabis per
alleviare i sintomi. Allora sarebbe la psicosi che porta all’uso di cannabis non il contrario. Ma
nel lavoro del Lancet certi sistemi statistici che coreggono per i fattori di confusione hanno
fatto vedere che l’associazione fra uso di cannabis e malattie mentali resta significativa comunque
indipendentemente da queste considerazioni. Facendo due conti viene fuori che se nessuno
consumasse più cannabis si eviterebbero solo in Inghilterra 800 nuovi casi di schizofrenia all’a
nno. Questo studio non risolve tutto e non spiega i meccanismi che legano il consumo di cannabis
allo sviluppo di malattie mentali. Per saperlo di più ci vorrà altra ricerca. Ma è venuto il
momento di fare marcia indietro. Non è vero che lo spinello "non fa poi così male" o come si legge
nel rapporto 2002 del Ministero della Salute del Belgio che "non ci sono evidenze conclusive sul
legame fra cannabis e psicosi". I dati adesso ci sono e ce n’è abbastanza perché chi governa la
sanità informi ragazzi, genitori, e insegnanti su questi rischi. Perché non cominciare e
farlo a Milano?
Giuseppe Remuzzi
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