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Emergenza smog: i bimbi sono più esposti
Gente
1/2/2007
C'è nell'aria, è il caso di dirlo, una notevole preoccupazione per i danni indotti, soprattutto
nelle città, da un inquinamento che sta diventando intollerabile.
La circolazione delle automobili e i fumi del riscaldamento, nonché altri tipi di emissioni
industriali stanno rendendo l'aria irrespirabile.
Prodotti dell'ossidazione dell'azoto e dello zolfo, ozono, monossido di carbonio, piombo ed
in aggiunta il particolato fine sono i principali attori dell'inquinamento dell'ambiente aereo.
Già da tempo sono stati stabiliti standard che dovrebbero assicurare un'aria pulita e quindi
non dannosa, ma come tutti sappiamo e apprendiamo anche dai mass-media, questi standard non vengono
affatto rispettati.
Sono molte le giornate dell'anno in cui ad esempio la quantità di particelle fini (2.5-10
micron) eccede le concentrazioni accettabili. Naturalmente i rimedi che vengono proposti dalle
autorità amministrative sono i soliti "pannicelli caldi" perché nessuno può illudersi che una
limitazione della circolazione automobilistica per qualche domenica all'anno rappresenti una seria
misura di contenimento dell'inquinamento dell'aria.
Si nutrono particolari preoccupazioni per i bambini che si devono considerare più esposti
degli adulti per una serie di ragioni. Anzitutto perché i bambini stanno molto più tempo degli
adulti all'aria aperta. In secondo luogo perché respirano con una maggior frequenza anche perché
hanno un più alto livello di attività fisica rispetto agli adulti.
Infine il polmone continua a svilupparsi fino all'adolescenza e gli inquinanti atmosferici
hanno una notevole possibilità di danneggiare il tessuto polmonare durante l'età pediatrica.
In particolare la bassa statura li rende – soprattutto quando camminano per strade con molto
traffico – particolarmente esposti alle emissioni dei gas di scarico degli automezzi con
particolare riferimento a quelli che utilizzano carburanti diesel.
Ce n'è a sufficienza per capire come l'esposizione dei bambini all'inquinamento generi
soprattutto nelle grandi città una serie di patologie.
L'infiammazione delle vie aeree diventa la base per una maggiore suscettibilità dei bronchi e
dei polmoni alle allergie, alle infezioni batteriche e virali nonché per una esacerbazione degli
attacchi asmatici.
Non solo, studi recenti hanno documentato che l'inquinamento ha potenzialmente la capacità di
ridurre la crescita e la funzionalità polmonare, per non parlare dell'aumento delle malattie del
tratto respiratorio, delle nascite pre-termine e della mortalità infantile; mentre nessuno può
ancora stabilire quale possa essere il ruolo dei prodotti inquinanti come causa o concausa dei
tumori polmonari.
La constatazione che tutte le nonne possono fare è la differenza fra i disturbi polmonari che
vedono nei loro nipoti rispetto a quella che ricordano nei loro figli.
L'Accademia dei Pediatri Americani ha recentemente richiesto che vengano abbassati gli
standard di sicurezza a "misura di bambino" proprio perché gli attuali standard sono fatti per gli
adulti.
Abbassare gli standard vuol dire diminuire le fonti di inquinamento, perché il buon senso
dice che si può fare molto poco al di fuori di una azione drastica.
Si deve dimezzare il traffico dei veicoli attraverso tutti i mezzi possibili, facilitando il
trasporto con più persone, penalizzando il trasporto di singoli individui e potenziando il traffico
con i mezzi pubblici.
Il problema non può essere risolto a livello dei singoli comuni ma deve avere un'azione per
lo meno regionale. Bisogna però decidersi: troppe parole, troppi interessi particolari, troppe
contrapposizioni politiche.
Se non si fa nulla i bambini che nascono oggi avranno prospettive di salute molto precarie. I
politici non si sottraggano alle loro responsabilità!
Silvio Garattini
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