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Ai giovani dico: fuori dal gregge, vivete senza essere schiavi
Il Messaggero
27/08/2007
FONDATORE, legislatore, demiurgo dell’Istituto milanese di ricerca farmacologica “Mario Negri”,
Silvio Garattini è un missionario laico, consacratosi alla scienza. Allergico agli onori (e ne ha
riscossi tanti), non è mai sceso a compromessi, mai ha tradito la fede nella medicina, mai è venuto
meno alla sua coscienza e ai suoi principi. L’Italia gli deve molto e Stoccolma gli dovrebbe
qualcosa.
Cos’è la droga?
«Una sostanza chimica che provoca dipendenza».
Quali le droghe terapeutiche?
«Le sole droghe terapeutiche sono gli oppioidi (morfina e derivati)».
E le altre?
«Non hanno, al momento, indicazioni terapeutiche sostenute da adeguata
documentazione scientifica».
Le droghe più diffuse?
«Attualmente sembra essere la cannabis, ma sono in ascesa cocaina ed anfetamine. Le
più diffuse in assoluto sono, però, quelle legali».
Cioè?
«Tabacco e alcool».
Le più leggere?
«E’ un termine che non mi piace».
Perché?
«Perché tutte le droghe sono potenzialmente tossiche in rapporto con le caratteristiche di
chi ne fa uso».
Le più pesanti?
«E’ una distinzione che non esiste nella letteratura scientifica».
Come agisce a livello fisico e a livello psichico la cannabis?
«Cancerogena, scatena a distanza di tempo sintomi di psicosi e depressione».
L’hashish?
«Idem».
L’eroina?
«Crea grave dipendenza con sindrome di astensione».
La cocaina?
«Ha effetti sul sistema cardiovascolare e alternanza di attacchi psicotici e depressivi».
Le anfetamine?
«Come la cocaina».
L’ecstasy?
«E’ un derivato dell’anfetamina particolarmente tossico».
L’Lsd?
«Si usa poco».
Cosa provoca?
«“Viaggi” piacevoli o terrificanti con varie forme allucinatorie cui seguono
attacchi di panico».
La sintomatologia si può ripetere anche senza l’assunzione di Lsd?
«Sì».
In cosa consiste l’“effetto ricompensa” di queste droghe?
«L’effetto fa parte della dipendenza e, in molti casi, rende necessario il ricorso
a una nuova dose».
Le conseguenze fisiche e psichiche della tossicodipendenza?
«Il danno fondamentale è quello di diventare “schiavi” di una sostanza chimica che,
nel tempo, obbliga a grandi sforzi di volontà per potersene liberare».
Dopo quanto tempo le droghe provocano dipendenza e assuefazione?
«Dipende da caratteristiche individuali e dalla distanza fra una dose e l’altra».
In base a quale meccanismo?
«I principi attivi più significativi delle droghe penetrano facilmente nel
cervello».
E qui?
«Interagiscono direttamente o indirettamente con recettori che normalmente ricevono
stimoli».
Da parte di chi?
«Di mediatori chimici cerebrali».
Ad esempio?
«La cocaina, che interagisce con i recettori della noradrenalina e della dopamina».
E la nicotina?
«Interagisce con i recettori dell’acetilcolina».
Determinando?
«Uno squilibrio a livello del “traffico” cerebrale».
Con il tempo il cervello si abitua alla presenza dei principi attivi delle droghe?
«Sì. Le ricerche, in questo campo, sono complesse».
Hanno portato a conoscenze definitive?
«Non ancora».
Quanti italiani si drogano?
«Un numero enorme».
Ottenuto come?
«Sommando ai tredici milioni di fumatori, i dipendenti da alcool, i consumatori di
cannabis (oltre il 30 per cento dei giovani), chi sniffa cocaina (circa 20 dosi giornaliere per
mille abitanti). E ancora...».
E ancora?
«Gli utilizzatori di anfetamine ed eroina. Un gran brutto futuro incombe sulla
nostra società».
Si drogano di più i maschi o le femmine?
«Dipende dalla droga».
La cocaina?
«Sembra essere più utilizzata dai maschi».
E l’alcool?
«Molte donne ne fanno uso».
Ci si droga di più al Nord, al Centro o al Sud?
«Mancano statistiche precise».
Si drogano di più i giovani o gli adulti?
«E’ probabile che la droga sia globalmente più diffusa fra i giovani».
Più gli analfabeti o i laureati?
«Pare che ci siano più tossicodipendenti fra chi ha un livello socioculturale
alto».
Perché?
«Probabilmente anche perché ha più denaro a disposizione. Tuttavia...».
Tuttavia?
«Gli spacciatori di cocaina hanno recentemente abbassato in modo considerevole il
prezzo di questa droga».
Perché?
«Per consentire l’acquisto a tutti, indipendentemente dal reddito».
E’ vero che milioni di persone consumano droghe senza conseguenze?
«Ne dubito».
Esiste la modica dose?
«Assolutamente, no. Si comincia con poco e poi si aumenta».
Quelle attuali sono buone leggi?
«Il problema non sta nella legge».
E in che cosa sta?
«E’ difficile inculcare “buone abitudini” di vita attraverso le leggi».
Di cosa avremmo bisogno?
«Di un radicale cambiamento della società».
Perché?
«Perché quella in cui viviamo è farmacocentrica».
Cioè a dire?
«Ritiene che qualche sostanza chimica possa risolvere tutti i problemi della vita.
C’è un consenso generale, più o meno conscio, sul fatto che lo stress, la fatica, gli orari delle
discoteche portino necessariamente all’assunzione di qualcosa per sentirsi in buona forma. Sa cosa
manca?».
Cosa manca?
«Una “riprovazione morale” del consumo della droga».
Da parte di chi?
«Delle forze “sane” della società: famiglie, insegnanti, medici, sociologi,
politici. Bisogna esercitare una forte, costante, coordinata azione per contrastare il diffondersi
della droga, specialmente fra i giovani».
Crede nelle riforme?
«No».
Dove porterebbe la liberalizzazione o la legalizzazione della droga?
«Abbiamo visto cosa è successo con il tabacco e l’alcool».
Cioè?
«Vogliamo aggiungere altre calamità?».
Perché ci si droga?
«Per vari motivi».
Nella speranza di che cosa?
«Di risolvere i nostri problemi esistenziali».
Oppure?
«Per resistere alle crescenti richieste di efficienza. Sa cosa domina fra i
giovani?»
Cosa?
«L’imitazione».
L’effetto “gregge”?
«L’effetto “gregge”».
Colpa più della famiglia, della scuola o della società?
«Le colpe vanno ripartite in modo equo».
Quelle della famiglia?
«Diciamo: della mancanza di una famiglia».
E la scuola?
«Salvo eccezioni, è fuori dal tempo».
Vale a dire?
«Non si occupa dei problemi quotidiani».
Cosa manca?
«Una nozione fondamentale».
Cioè?
«Mantenersi in buone condizioni di salute, evitando tabacco, alcool, droghe».
Un dovere solo individuale?
«No: anche sociale. Non tutte le malattie piovono dal cielo».
In che senso?
«Ci sono quelle che ci procuriamo attraverso “cattive abitudini” di vita».
Cosa rappresentano?
«Una forma di parassitismo sociale».
Perché?
«Perché sottraggono risorse agli altri ammalati».
Cosa direbbe a un giovane che si droga?
«Non essere schiavo, sii libero, sviluppa la tua individualità, non seguire il
gregge».
Quali dovrebbero essere per un giovane le cose belle della vita?
«Studio, cultura, musica, sport, volontariato».
Da quanti anni è al timone dell’Istituto “Mario Negri”, che ha recentemente inaugurato a
Milano la nuova sede?
«Dalla sua nascita: 1960».
Chi la volle sul ponte di comando?
«Mario Negri che, nel testamento, mi nominò direttore dell’Istituto».
Il progenitore di tutti i farmaci?
«Non lo conosciamo».
E’ vero che i farmaci necessari sono pochi?
«Non esattamente. Circa quattrocento principi attivi possono essere sufficienti per
curare tutte le malattie che non richiedono ricovero in ospedale».
I farmaci che hanno salvato più vite umane?
«I vaccini e gli antibiotici».
C’è molto abuso di farmaci nel nostro Paese?
«Sì».
I tipi di abuso?
«Abuso di farmaci inutili e abuso di farmaci attivi».
Quelli inutili?
«Ad esempio, i ricostituenti e i farmaci per la memoria».
Quelli attivi?
«I tranquillanti».
La ricetta per stare in buona salute?
«Non fumare, non eccedere negli alcolici e, in generale, nell’alimentazione, non
condurre vita sedentaria. E avere un po’ di fortuna».
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