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Gli ospedali e le cure
Corriere della Sera - Lombardia
21/02/2007
“Ai cittadini non interessa chi eroga le prestazioni, l'importante è poter avere un livello di
eccellenza”.
È davvero così? Forse, ma solo un po'.
Ai cittadini non interessa se il treno fa parte del servizio pubblico o è di privati, purché
arrivi in orario. E potrebbe essere così per la scuola.
L'impresa di salute è diversa. Quella pubblica lavora per migliorare la qualità delle cure e
l'aspettativa di vita che vuol dire anche più prevenzione, che porta però a meno fatturato (meno
esami radiologici, meno interventi chirurgici). Quella privata deve aumentarlo il fatturato.
Negli Ospedali della Lombardia ci sono programmi per ritardare o eliminare la necessità di
dialisi. E c'è almeno un Ospedale in Lombardia con un ambulatorio dedicato a convincere gli
ammalati che in certe circostanze, certi interventi di chirurgia ortopedica conviene non farli.
Quante iniziative così ci sono nelle cliniche private? Lo studio del Cergas (Corriere, 19
febbraio) ha fatto la classifica degli Ospedali più “attrattivi”. La Lombardia sarebbe messa male,
nessun Ospedale nei primi sei.
Vuole dire che il Policlinico Gemelli è meglio dei grandi Ospedali di Milano? No, per
stabilire se un Ospedale è buono o no serve sapere se quello che si fa serve davvero (i medici
dicono se c'è indicazione a farlo), e qual'è l'esito delle cure, cioè quanti ammalati abbiamo
guarito. Se “attirare” gli ammalati fosse un parametro di buona sanità le migliori cure per i
tumori sarebbero quelle del dottor Di Bella.
Tante volte dopo una indagine sulle coronarie o dopo un intervento chirurgico la malattia
prende una brutta piega (embolia polmonare, insufficienza renale, gravi infezioni). Succede, in
Ospedale e succede nelle cliniche private.
Quante volte, se succede in Ospedale, l'ammalato viene trasferito in una clinica privata
perché là sono più bravi a curarlo? E quante volte capita il contrario?
Questo dall'indagine del Cergas non emerge (quanto meno non se ne è parlato) peccato, perché
è un dato facile da ottenere. Potrebbe venir fuori che non succede mai che i malati dell'Ospedale,
se hanno gravi complicazioni, vengono mandati nelle cliniche private, e che invece le complicazioni
delle cliniche private, dopo, si curano in Ospedale.
Potrebbe anche essere vero il contrario. Però, sapere come stanno le cose sarebbe importante.
Allora sì che la libertà di scelta enfatizzata dalla legge 31 della Lombardia sarebbe scelta
consapevole.
In altre parole ai cittadini dovrebbe interessare moltissimo sapere chi eroga le prestazioni.
E se è per migliorare la qualità delle cure e prevenire le malattie, o se è per aumentare il
fatturato (che finisce prima o poi per incoraggiare la domanda di prestazioni).
Giuseppe Remuzzi
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