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Salute e conoscenza

Corriere della Sera, Lombardia


15/01/2007

La Finanziaria chiede ai medici di non utilizzare i farmaci al di fuori delle indicazioni (off label). Sono quelle riportate nella scheda tecnica o dal foglietto illustrativo.

È giusto? In un certo senso sì.
Usiamo troppi farmaci, anche quando non ce ne sarebbe bisogno, a volte in modo inappropriato e senza tener conto dell'indicazione”.
Cos'è? Vuol dire aver fatto abbastanza studi negli animali e poi nell'uomo, per essere certi che quel farmaco non sia troppo tossico. Poi servono studi per sapere se per quella determinata malattia il farmaco è meglio di un placebo o dei farmaci che c'erano prima.

Un farmaco usato fuori indicazione potrebbe non essere sicuro e nemmeno efficace. Ma allora gli oncologi di Milano che si lamentano per questa disposizione del Governo, sbagliano? No, hanno ragione anche loro. Un po' perché questa legge è in contrasto con un'altra, quella per cui un medico può prescrivere qualunque farmaco se ritiene che serva, purché se ne prenda la responsabilità.

E poi come si fa a controllare che i medici aderiscano a queste norme visto che il 40% dei farmaci che si prescrivono è off label? Certe volte, specialmente per i farmaci più nuovi, c'è una qualche evidenza di efficacia senza che l'industria abbia raccolto abbastanza dati per completare il percorso che porta alla registrazione.

E c'è il caso dei bambini e degli anziani. I farmaci si studiano negli adulti, mai nei bambini e quasi mai negli anziani.
È un errore. Facciamo il caso di un bambino con una polmonite causata da un germe diverso da quelli soliti. E che si sappia che un certo antibiotico è efficace contro quel germe lì, ma negli adulti. Non daremo quell'antibiotico al bambino per via dell'articolo 796 della finanziaria? No, i farmaci off label si continueranno a prescrivere. Ma va fatto quando non ci sono alternative o quando c'è documentazione di efficacia basata sui dati della letteratura.

Perché tutti i medici sappiano decidere se e quando prescrivere off label però, serve più cultura soprattutto oggi che incominciamo ad avere farmaci diversi da quelli di sintesi chimica (biologici si dice comunemente) che delle volte sono molto efficaci ma possono essere anche pericolosi.

La nostra salute, e il poter guarire di malattie anche gravi dipende, e dipenderà sempre di più, da quanto avremo saputo investire in formazione di giovani medici. Ma l'educazione continua, e quella all'uso dei farmaci specialmente, dovrà essere di grande qualità e soprattutto indipendente.
E non affidata, come si è fatto finora, ad iniziative promosse dall'industria dei farmaci.


Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 20.31.47 CEST