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La scelta dei medici
Corriere della Sera, Lombardia
06/05/2007
Qualche anno fa, 8 mila dottori degli Stati Uniti hanno firmato un documento di critica al loro
sistema di salute (costa tantissimo, ai cittadini dà poco e quelli che non hanno abbastanza soldi
per curarsi sono sempre di più). Volevano un servizio sanitario unico, sostenuto con le tasse e che
fosse per tutti.
Proprio come il nostro. Ma da noi, chi può pagare ha tutto e subito, gli altri qualche volta no.
Un po' perché i medici degli Ospedali lavorano anche nelle case di cura private che, in Lombardia,
competono con le strutture pubbliche per gli stessi finanziamenti.
S'egrave; fatto per dare efficienza agli Ospedali, ma che concorrenza è se poi certe
strutture private le cose migliori le fanno con i medici degli Ospedali con cui dovrebbero
competere? E i medici che hanno scelto di stare solo in Ospedale comunque possono fare attività
privata.
Ma non tutti gli Ospedali sono organizzati e allora lasciano che i medici la facciano “fuori” l'“
intra”-moenia, nei loro studi.
Adesso però si cambia, dal 31 luglio questo non si potrà più fare e così i medici scioperano
anche perché, dicono, gli Ospedali non sapranno organizzarsi in tempo perché tutti quelli che
vogliano, abbiano tutto quello che serve per fare anche attività privata.
Ammettiamo invece che gli Ospedali si sappiano organizzare. Succederà comunque a qualcuno di
sentirsi dire, magari per un tumore “Il professore la opera la settimana prossima, stia
tranquillo, andrà tutto bene. Sono trentamila euro”. “Ma io non ho tanti soldi così”. “Capisco, ma
il professore è molto impegnato, ci vorrà qualche mese”.
Questo non va.
L'intramoenia, se proprio deve esserci, la si dovrebbe poter fare solo a condizione che attività
privata e servizio sanitario pubblico offrano agli ammalati le stesse cure con tempi di attesa
paragonabili (e qualcuno in qualche Ospedale della Lombardia lo fa già).
Un'altra possibilità è che si chieda ai medici di scegliere. Chi vuole lavorare nel Servizio
Sanitario Nazionale sarà dipendente pubblico e potrà anche avere più soldi (se tutti sono a tempo
pieno, di medici ne servono di meno). Chi, magari all'apice della carriera, sceglie per l'attività
privata la potrebbe fare fuori.
Così si potrebbero assumere dei giovani di cui, in Lombardia, c'è estremo bisogno (gli Ospedali
oggi sono fatti di cinquantenni, se non ci si pensa in tempo, si rischia che competenze
straordinarie di cui la Regione va giustamente fiera, si perdano).
Una proposta così, scontenterà certo chi oggi fa professione privata fuori, ma sarebbe
apprezzata dai giovani medici (che, dopo tanti anni di studio, non trovano un lavoro o lavorano
senza stipendio) e ancora di più dagli ammalati.
Giuseppe Remuzzi
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