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Il servizio pubblico ha delle priorità
Corriere della Sera, inserto Salute
1/4/2007
Sono grato a coloro che in queste ultime settimane hanno commentato il mio articolo sul rapporto
costi-benefici riguardante alcuni farmaci tumorali cosiddetti “intelligenti”. L'articolo era
necessariamente molto breve ed è possibile che ciò abbia dato luogo ad equivoci.
L'osservazione principale che viene fatta è quella di non dare sufficiente speranza o
addirittura di essere nichilista.
Vorrei subito dire che il nostro compito, come ricercatori o medici, è quello di non illudere
la gente, soprattutto gli ammalati che hanno il diritto di sapere se i “milionari” nuovi farmaci
antitumorali sono veramente efficaci e quanto.
Spendere migliaia o decine di migliaia di euro per questi farmaci significa non avere le risorse
per fare molte altre cose: dall'assistenza domiciliare alle terapie palliative.
È vero che per il tumore del colon la sopravvivenza è raddoppiata, da 10 a 20 mesi, si deve
anche dire che il contributo dei farmaci intelligenti a questo successo è solo il 10 per cento,
cioè due mesi. Purtroppo raramente ci si pone il problema di sapere cosa si potrebbe fare con il
costo di un ciclo di cetuximab o bevacizumab.
Chi se lo pone, come il NICE, una organizzazione governativa inglese che giudica le nuove
tecnologie, raccomanda di non usarli e ribadisce questo anche dopo l'appello del
produttore.
Marco Venturini cita i vantaggi dei nuovi farmaci (oxaliplatino e irinotecam) che non sono mai
stati messi in discussione, ma cita anche l'erlotinib, proposto per i tumori del polmone, sul quale
il NICE ha espresso nel febbraio scorso un giudizio assolutamente negativo.
Il Servizio Sanitario Nazionale deve spendere bene le risorse disponibili e tutti dovremmo
essere molto vigili perchè sono soldi di tutti. Il prezzo dei farmaci antitumorali è eccessivo
rispetto ai vantaggi che offrono; si sfrutta l'emotività determinata dalla gravità della malattia
per fare affari.
Troppo spesso gli oncologi, pur con le migliori intenzioni, pretendono che lo Stato paghi
anzichè invitare le industrie farmaceutiche a una obiettiva valutazione del rapporto
costo/efficacia.
Non bisogna presentare farmaci modesti come se fossero miracolosi. Siamo tutti convinti che i
progressi si faranno con i piccoli passi, ma non bisogna cedere agli inviti a noleggiare un aereo
per fare pochi metri.
Silvio Garattini
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