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Birra e liquori: ecco perchè "uccidono"
Corriere della Sera, Lombardia
21/06/2008
Che cosa succede al cervello di uno che beve? Tante cose diverse a seconda di quanto si beve e
di quanto rapidamente. L’alcol agisce a livello della trasmissione dell’impulso nervoso tra una
cellula e l’altra (sinapsi dicono i medici, sono piccole brecce tra le terminazioni nervose) e
delle sostanze che governano la trasmissione di questi impulsi come la dopamina, le catecolamine,
la serotonina. E’ la liberazione di dopamina a livello del sistema limbico – (la parte del cervello
coinvolta nel comportamento e nelle emozioni) che dà euforia e loquacità. L’alcol rende più facili
i rapporti con le altre persone, si è meno inibiti, si arriva a provare un senso di onnipotenza, ma
se le concentrazioni di alcol nel cervello aumentano c’è un effetto sedativo. Poi capita che la
pressione del sangue scenda, si perde la capacità di controllare la temperatura del corpo, c’è
difficoltà di respiro e si arriva al coma. Se uno misura i livelli di alcol nel sangue in chi ha
quei sintomi lì si vede che superano i 300 milligrammi in 100 millilitri di sangue. Per livelli di
alcol ancora più alti, più di 400 milligrammi per 100 millilitri di sangue, si può morire.
Basta poco alcol, se uno ne prende tutti i giorni, perché nel fegato si accumuli grassi (steatosi
dicono i medici, si vede bene con l’ecografia). Una volta ci si dava poca importanza. Adesso si è
visto che l’accumulo di grasso del fegato, predispone ad altre malattie, una forma di infiammazione
prima (assomiglia all’epatite) che poi evolve in cirrosi e cancro, qualche volta. Non si sa bene
perché in certe persone si passi rapidamente dal fegato grasso alle malattie più gravi, anche con
poco alcol, e perché in altre questa evoluzione sia più lenta o non si verifichi affatto. L’obesità
è un fattore di rischio che potenzia di molto gli effetti dell’alcol. Ma perché è proprio il fegato
a risentire maggiormente dei danni dell’alcol? Birra, vino e liquori contengono etanolo, e l’e
tanolo si trasforma nel nostro organismo ad opera di proteine - enzimi dicono i medici - che
sono soprattutto nel fegato: alcol deidrogenasi e citocromo P450. Durante il processo di
trasformazione dell’etanolo si verificano nel fegato una serie di reazioni chimiche che portano
alla sintesi di grassi. Il modo migliore per difendersi dall’accumulo di grassi sarebbe quello di
ossidarli e il fegato certamente lo sa fare, ma l’etanolo riduce il processo di ossidazione degli
acidi grassi e così priva il fegato del sistema più efficace per difendersi dalla steatosi. Più di
40-80 grammi di alcol al giorno per gli uomini e 20-40 per le donne nel giro di 10-12 anni
portano certamente a una malattia del fegato. Qualcuno però arriverà alla cirrosi pur bevendo
molto meno e altri non ci arrivano affatto anche se bevono più di 50 grammi al giorno. C’entrano i
geni, quelli che governano la sintesi degli enzimi capaci di metabolizzare etanolo e
acetaldeide. Chi ha danni al fegato da alcol sono gli uomini, di solito, perché bevono di più. Ma
alle donne l’alcol fa ancora più male. Se si misurano i livelli di etanolo nel sangue
dopo aver bevuto una stessa quantità di alcol ce n’è di più nelle donne che negli uomini. Perché?
Un po’ perché la stessa quantità di alcol si distribuisce in un volume più piccolo (l’acqua
corporea è di meno nella donna che nell’uomo), un po’ perché lo stomaco della donna non è così
attivo come quello dell’uomo nel trasformare l’etanolo, e poi perché gli ormoni femminili
rendono il fegato più vulnerabile agli effetti dell’alcol. E non basta, chi beve tanto - donne e
uomini - di solito si nutre male, e assume meno sostanze antiossidanti (glutatione, Vitamina
A e C, per esempio). Così un po’ alla volta il nostro organismo perde il suo naturale
patrimonio “antiossidante” (quello che ci difende dai tumori e dall’invecchiamento), per questo chi
beve invecchia prima. Insomma, il bere danneggia il fegato, sempre, si va da una condizione
relativamente benigna, l’accumulo di grassi, a condizioni che portano a morte, come la cirrosi e il
cancro, ma fa tanti altri danni. C’entrano i geni, i meccanismi dell’infiammazione e la
risposta immune, ma sui danni dell’alcol ci sono anche molte cose che non sappiamo. Quando ne
sapremo di più forse capiremo anche chi col bere rischia di più e chi invece si può anche
permettere un po’ più di vino e un super alcolico ogni tanto senza che questo gli faccia troppo
male.
Giuseppe Remuzzi
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