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Bravo Gordon
Corriere della Sera
1471/2008
Un padre che dona una parte del suo fegato al figlio perché non muoia, tanti che donano un rene
per liberare il marito o la moglie o i figli dall' essere schiavi della dialisi. Questi sono doni,
davvero. E di tutti i doni che si possono fare sono certamente i più preziosi. Ma lasciare che i
propri organi dopo la morte vengano utilizzati per il trapianto, non può essere «donazione», per
donare ci vuole la volontà che non è prerogativa del cadavere. Lasciare i propri organi è piuttosto
un dovere che gli inglesi stanno traducendo in legge. E' giusto? Sì. Come assistere gli anziani e
vaccinare i bambini. In tanti Paesi democratici si chiede ai giovani di essere militari, ed è per
legge. Capita che ci siano delle guerre e questi ragazzi muoiano «è giusto, è per proteggere il
Paese», dicono tutti. Ma allo stesso modo non dovrebbe essere un dovere anche quello di lasciare i
nostri organi quando a noi non servono più a chi ne ha bisogno per vivere? Se no finiscono sotto
terra, e marciscono, o si bruciano. In Inghilterra nessuno per il trapianto potrà più dire di no
(se non chiaramente in vita) dopo morto. Da noi succede ancora, 30 volte su 100, e negli ultimi
anni i no sono sempre un pò di più. E così almeno mille persone ogni anno muoiono, per niente.
Giuseppe Remuzzi
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