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Con la cocaina danni irreparabili al cervello
Corriere della Sera
31/08/2008
Lunedì, una mamma si è gettata dalla finestra con il suo bambino. Entrambi sono feriti e per
fortuna non sono in gravissime condizioni. Ma è stato un altro dramma provocato dalla cocaina. Un
recente studio dell' Università di Washington ha dimostrato che fra chi prende cocaina depressione
e desiderio di uccidersi sono più frequenti nelle donne che negli uomini. E quello che è successo
lunedì capita al 30% delle donne che abusano di polvere bianca. Per via della cocaina una ragazza
(giovane, bella, buon lavoro, buoni studi) si butta dalla finestra con il suo bambino di quattro
mesi. La gente è sconcertata. Possibile? E poi perché? È possibile eccome. Il cervello di chi
prende cocaina è malato. Anche nelle piccole cose le reazioni di un cervello esposto a cocaina non
sono quelle di un cervello normale. Perfino la struttura del cervello di chi prende cocaina è
diversa. I ricercatori hanno somministrato cocaina a ratti poi hanno isolato dal cervello le
cellule nervose e con l' aiuto di un computer hanno contato certi filamenti che dal corpo centrale
della cellula si dipartono in tante direzioni. Così prendono contatto con altri filamenti di altre
cellule attraverso piccole brecce che i medici chiamano sinapsi. I neuroni di ratti trattati con
cocaina hanno più filamenti e possono ricevere più stimoli. E non basta, la cocaina nelle sinapsi
modifica la concentrazione delle sostanze che governano la trasmissione degli impulsi nervosi che
sono dopamina, catecolamine e serotonina. L' effetto più importante della cocaina è di impedire a
certe proteine di riportare la dopamina dentro le cellule dopo che l' impulso nervoso è stato
trasmesso. Finisce che fra un neurone e l' altro c' è troppa dopamina fuori dalle cellule e ce n' è
troppo poca dentro. Nel cervello le sostanze che governano la trasmissione degli impulsi devono
essere al posto giusto e nelle concentrazioni giuste sempre. Modifiche anche piccole cambiano il
nostro modo di comportarci, influiscono sulle nostre emozioni e alterano la percezione che abbiamo
di noi stessi e di quelli che ci stanno vicini. È quello che i medici definiscono psicosi che nel
caso della cocaina si manifesta in diverse forme di paranoia. Uno non si fida più degli altri,
nemmeno del marito per esempio, ha paura che sia lì per fargli del male. Vede nemici dappertutto,
vorrebbe eliminarli. Qualcuno sente il bisogno di farsi del male, al punto di volersi uccidere o di
uccidere. Uno studio recente dell' Università di Washington ha dimostrato che fra chi prende
cocaina depressione e desiderio di uccidersi sono più frequenti nelle donne che negli uomini.
Quello che è successo a Milano in questi giorni capita al trenta per cento delle donne che abusano
di cocaina. Certo, non tutte quelle che pensano di uccidersi poi lo fanno davvero e di quelle che
tentano di farlo non tutte ci riescono. Ma depressione, bisogno di uccidere e di uccidersi sono
conseguenze ben conosciute e ormai prevedibili dei danni della cocaina sulle cellule nervose del
cervello. L' hanno studiato nei ratti e adesso sappiamo che è così anche per l' uomo (e per la
donna ancora di più).
Giuseppe Remuzzi
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