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Buona Sanità? Non si misura solo dai tagli
Corriere della Sera - Lombardia
23/02/2008
Oltre 8.000 posti letto in meno negli Ospedali e la Corte dei Conti invita a “monitorare il
sistema”. Giusto farlo, ma non tanto per i posti letto. Se un certo Ospedale sa farsi carico
dei bisogni della gente e lo fa con pochi letti, meglio. E allora perché nelle strutture private i
letti continuano ad aumentare? Sono le regole del mercato, fatte - legge 31 del ’97 - per “mettere
sullo stesso piano pubblico e privato” e lasciarli liberi di fare (e di fare fatturato) e di
competere. Si voleva che il privato facesse da “traino” per dare più efficienza agli
Ospedali. L’idea era giusta salvo che una buona organizzazione di salute non dovrebbe avere la
necessità di aumentare il fatturato tutt’altro, dovrebbe adoperarsi per ridurlo. Vuol dire meno
interventi al cuore, meno protesi dell’anca, meno ammalati che arrivano ad aver bisogno della
dialisi, meno trapianti d’organo. Si può? Certo, basta curare gli ammalati per tempo e dedicare un
po’ di attenzione anche a chi sta bene. Questo il pubblico lo può fare, il privato no.
Il rapporto della Corte dei Conti preoccupa perché la crescita del privato - che da noi è
privato per modo di dire, perché paga comunque lo Stato - sottrarrà risorse agli Ospedali e così
tante competenze di oggi si perderanno. “Che problema c’è? Quello che non fa il pubblico lo farà il
privato”. Ma pubblico e privato fanno cose diverse. Grandi traumi della strada, grandi
insufficienze d’organo, infezioni difficili da curare, AIDS, malattie rare si curano in Ospedale in
quei settori lì più si lavora più si perde. Solo per le malattie rare si spendono milioni di euro
all’anno per ciascun ammalato.
La Corte dei Conti vede male anche le consulenze. Sono troppe dicono e hanno ragione. Anche
per un altro motivo i consulenti si entusiasmano per le loro tecniche e per gli
strumenti che adoperano, non per la cura degli ammalati. Un po’ anche perché la loro missione
è quella della società che li paga che quasi mai coincide con quella dell’Ospedale. “Ma se
sono bravi e fanno le cose bene non basta?” No. Quando gli Ospedali avranno
appaltato all’esterno le attività del laboratorio, dell’anatomia patologica, della radiologia
e tante altre lo si capirà meglio. Da anni certi Ospedali degli Stati Uniti appaltano a
società esterne anche la dialisi. Qualcosa si risparmia. Poche settimane fa però certi dottori di
Chicago sono venuti qui in Lombardia, nei nostri Ospedali. Volevano capire perché i nostri
ammalati con la dialisi vivono così a lungo (più di vent’anni, anche trenta, anche di più). Da loro
non succede mai.
Giuseppe Remuzzi
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