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Ecstasy, perchè una pastiglia uccide

Corriere della Sera, Lombardia


01/05/2008

“Forse un uso consapevole non è poi tanto pericoloso, senz’altro meno di un pacchetto di sigarette”. Così scrivevano gli studenti di un liceo di Milano a proposito di cannabis (Corriere 4 e 6 ottobre 2003). Non è così, nemmeno per la cannabis. Ed è ancora meno vero per l’ecstasy. C’era l’idea che MDMA: 3,4-methylenedioxymethamphetamine, il principio attivo dell’ecstasy fosse un farmaco sicuro a paragone dell’anfetamina, ma non è così. L’ecstasy ha tutti gli effetti negativi delle anfetamine e in più una tossicità particolare sia in chi la prende qualche volta che in chi ne fa uso abituale. Ma davvero si può morire di ecstasy? Delle volte sì e si muore di quello che i medici chiamano edema cerebrale. Succede che le cellule nervose si rigonfiano (edema) perché dall’e sterno entra acqua. Si comincia ad avvertire un po’ di mal di testa, poi nausea, dolori addominali, vomito e nel giro di poche ore si può essere confusi e avere difficoltà a respirare, poi arrivano le convulsioni. Dipende tutto dal fatto che si abbassano nel sangue i livelli del sodio. In discoteca i ragazzi ballano certe volte in modo forsennato e sudano e col sudare perdono acqua e sali (e sodio in particolare). Hanno sete, ma col bere introducono liquidi - alcol soprattutto - e non sali. Così i livelli di sodio nel sangue si abbassano. L’attività fisica intensa della discoteca libera vasopressina un ormone che aumenta il riassorbimento dell’acqua da parte del rene, così i livelli di sodio nel sangue scendono ancora. Chi in più prende MDMA ha ancora più sete. Un po’ per effetto del farmaco sul sistema nervoso e perché MDMA libera a sua volta la vasopressina. E non basta, MDMA riduce i movimenti dell’intestino soprattutto quelli del piccolo intestino e lì si raccoglie altra acqua. Appena i ragazzi smettono di ballare l’acqua si assorbe e il sodio nel sangue si riduce ancora di più.
Di ecstasy muoiono di più le ragazze per via degli estrogeni che riducono la capacità delle cellule del cervello di opporsi all’entrata dell’acqua. E muoiono di più i giovani degli adulti. Il cervello dei giovani occupa più spazio e basta poca acqua in più per incontrare subito la resistenza della scatola cranica. Se c’è edema il cervelletto si sposta e ci può essere compressione del “tronco”. Lì ci sono centri che regolano le funzioni vitali e la capacità di respirare. E’ per questo che la compressione del tronco oltre certi livelli vuol dire coma. Dal coma qualche volta ci si sveglia, in rianimazione, ma qualche volta no. E capita che per una pastiglia di ecstasy si muoia, anche se uno l’ecstasy prima non l’aveva mai presa. Succede di rado, ma può succedere.


Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012 21.03.21 CEST