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False cure contro il cancro
Gente
1/5/2008
Il caso Di Bella non ha purtroppo insegnato nulla agli italiani. Ormai il ricordo sembra
lontano, anche se purtroppo esiste ancora un certo numero di medici – non è noto quanti – che
praticano impunemente una cura priva di basi scientifiche e di risultati clinici senza che gli
Ordini dei Medici intervengano. Man mano che ci si allontana dal periodo caldo in cui i mass-media
dedicavano tempi e spazi degni di un paese incivile, aumenta il rischio che sotto varie forme casi
analoghi si ripetano. La trasmissione “mi manda RAI 3” ha dato un anticipo di quanto potrebbe
accadere nel prossimo futuro. Un idraulico dichiara di avere scoperto un procedimento attraverso
cui ottenere dal mais una specie di pozione magica che è in grado di curare il cancro. Si tratta in
realtà di un integratore alimentare composto da vari zuccheri e da qualche vitamina che viene “
ceduto” a prezzi certamente elevati per il suo contenuto da parte di medici poco scrupolosi. Ad uno
di questi si rivolgono – in preda alla disperazione – due figli di un paziente con uno stato
avanzato di un tumore. Il medico stabilisce che l’unico rimedio è il succitato integratore
alimentare e dà le disposizioni per il suo uso, raccomandando di non impiegare altri farmaci e in
particolare non impiegare morfinici, per ottenere una guarigione. Così il povero paziente non trova
ovviamente alcun giovamento dalla cura e dopo qualche mese muore in preda a gravi dolori. Poiché il
racconto sembra incredibile, una cronista del programma televisivo sopra ricordato si reca dal
medico con una “camera” nascosta e inventa il caso di un parente con un tumore del polmone di cui
porta anche la documentazione radiologica. La registrazione mostra che il medico guarda a mala pena
la documentazione, non chiede alcuna informazione sul paziente ed estrae immediatamente da uno
scatolone un flacone contenenti la magica pozione. Spiega alla parente dell’inesistente paziente
che il farmaco va assunto da solo e che non si deve assolutamente mescolare con altri farmaci pena
l’inattività del trattamento. Naturalmente il medico dichiara che in questo modo sono guariti molti
pazienti che erano stati “condannati” dalla medicina ufficiale. Alla domanda sulla dose da assumere
il medico alza il telefono e chiama l’inventore (idraulico) che sentenzia di somministrare 10 gocce
al pasto. Per la cronaca la radiografia, del paziente poteva lasciar presumere che un ciclo di
chemioterapia potesse rendere il tumore operabile. Si spera che la trasmissione, con il seguito di
discussione, vista da milioni di spettatori, svegli l’Ordine di Medici della provincia in cui opera
il medico. C’è da essere impressionati e viene spontaneo chiedere come è possibile che, in un’era
tecnologica in cui la scienza è raccontata tutti i giorni dai mass-media, si possa ancora credere
ai ciarlatani. Certamente una motivazione importante, soprattutto per i familiari, è la
disperazione. Quando gli oncologi hanno esaurito le armi a disposizione e dichiarano che non c’è
più nulla da fare, ci si rivolge a chiunque nella speranza di trovare una terapia. Un altro
fattore, complementare alla disperazione del malato e dei suoi cari, è la capacità di convincimento
del medico ciarlatano. Di solito il “farmaco” viene presentato come una grande scoperta che ha
ormai ottenuto risultati indiscutibili. Non c’è documentazione, non ci sono pubblicazioni su
riviste scientifiche accreditate, non vi sono nemmeno cartelle cliniche ben documentate; ma ciò
viene giustificato dal fatto che lo scopritore non fa parte del mondo accademico; è un genio, ma è
perseguitato da medici gelosi del suo successo. Non solo, il “farmaco” non può avere grande
diffusione perché le multinazionali farmaceutiche non vogliono competitori e temono di non poter
più vendere i loro costosissimi farmaci. Infine la spiegazione dei miracoli indotti dal nuovo “
farmaco” contiene sempre elementi non documentabili. Nel caso specifico dell’acqua dolce, la
spiegazione è che gli zuccheri preparati dal mais hanno un’energia “positiva”. Cosa sia, come si
possa misurare e come possa agire questa energia fa parte naturalmente del mistero. Attenzione
dunque, un altro caso Di Bella potrebbe essere vicino, anche perché nessuno (oncologi, giornalisti,
politici, magistrati) ha sufficientemente riflettuto su una “bufala” che ha reso ridicolo il
Paese.
Silvio Garattini
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