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Spiegare ai minori perchè il fumo fa male
Gente
15-05-2008
Secondo quanto appare sulla Gazzetta Uffiale l'Italia ha firmato in questi giorni una
convenzione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità per impedire l'uso del tabacco ai giovani di
età inferiore ai 18 anni. Si tratta per il momento di un'affermazione di principio molto importante
che si affianca al divieto del fumo in luoghi pubblici, merito della legge Sirchia. Attualmente il
limite per l'acquisto di sigarette è a 16 anni, ma tutti sanno che in assenza di controlli
efficaci, si tratta di un limite puramente teorico. Non solo, ma nel mare di leggi che governavano
- si fa per dire - l'Italia accade di trovare indicazioni contraddittorie. E' infatti difficile
conciliare il suddetto divieto con la disponibilità di macchinette - ormai piazzate ovunque - che
automaticamente dispensano sigarette senza chiedere la carta di identità anche se esiste una legge
che dovrebbe migliorare la situazione. Purtroppo i dati del fumo nei giovani sono molto
preoccupanti: ormai si inizia a fumare all'età di 12-13 anni soprattutto da parte delle ragazze che
sono molto più attive dei maschi. E' così facilmente prevedibile che tutti i danni da fumo
subiranno nei prossimi decenni una forte anticipazione con gravissimi danni individuali e sociali e
con grave impatto sulla spesa del Servizio Sanitario Nazionale. Quanto più si abbassa l'età in cui
si inizia a fumare e quanto più si allunga la durata di vita, tanto più aumenta l'arco di tempo in
cui si è esposti al rischio e quindi la probabilità di essere preda di una delle tante malattie
causate dal fumo del tabacco. Si deve ricordare che i danni indotti dal fumo non sono solo il
tumore del polmone, ma anche una serie di altri tumori: quelli del cavo orale, dell'esofago, del
pancreas e della vescica per citare solo i principali. Lo sviluppo dell'abitudine da parte dei
giovani di abusare anche dell'alcool è un fattore aggravante perché alcool e fumo si potenziano
reciprocamente nell'indurre tumori. Detto fra parentesi - perché non è lo scopo di questo articolo
- bisognerà pure decidersi a regolamentare l'impiego dell'alcool almeno per i giovani. Va anche
ricordato che i danni del fumo non sono limitati solo ai tumori, ma si estendono anche all'apparato
cardiovascolare (infarto, ictus) e al sistema respiratorio (enfisema, bronchite cronica ostruttiva)
In totale si calcola che siano 80.000 ogni anno le morti dovute al fumo in Italia: è come se ogni
anno sparisse la popolazione di una città di media dimensione. Ce n'è a sufficienza per ritenere
che sia ragionevole impedire il fumo nei minorenni. Il problema è come fare. Ovviamente si tratta
di mettere in atto un sistema di controllo che investa tutti. Anzittutto chi vende i prodotti del
tabacco che attualmente non sono certamente molto selettivi e accettano acriticamente la
giustificazione di un ragazzo che compera sigarette per il papà o la mamma. E poi occorre abolire
le macchinette automatiche e punire coloro che cedono sigarette ai minorenni. Quanto più la
punizione sarà esemplare - dovrebbero essere preferite multe molto salate –tanto più il divieto
sarà efficace. La convenzione firmata dall'Italia non pone date, mentre è importane che esista
un'iniziativa virtuosa che deve vedere come attori principali il Ministero della Salute e il
Parlamento. Implementare una legge che vieti il fumo ai minorenni può rappresentare anche
un'occasione di riflessione per tutti i fumatori. Occorre che la società civile sviluppi una
riprovazione morale per coloro, appunto i 12 milioni di fumatori, che non solo danneggiano se
stessi, ma rappresentano un peso economico - e non solo se si pensa alle famiglie che rimangono
senza sostegno - per la società. Occorre in questo senso che i divieti vengano accompagnati da un
adeguato lavoro di informazione e formazione con le caratteristiche della continuità che non si
limitino perciò soltanto alla giornata annuale contro il tabacco. Occorre attivare formazione
all'interno delle scuole a tutti i livelli, negli ospedali pubblici e privati, negli oratori, da
parte delle famiglie. Deve essere uno sforzo collettivo che punti a creare più responsabilità. Il
risultato si potrà misurare soltanto in tempi lunghi, ma occorre seminare per poter raccogliere. La
diminuzione della spesa pubblica che inevitabilmente accompagnerà la diminuzione del consumo delle
sigarette renderà disponibili importanti risorse economiche che potranno essere impiegate per
soddisfare le tante esigenze irrisolte del nostro sistema sanitario. In definitiva si otterranno
risultati significativi solo se la nostra società comincerà a considerare il fumo una forma di
"parassitismo sociale".
Silvio Garattini
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