|
E la legge 40 sembra ancora più povera
Corriere della Sera
20/02/2008
Si può imporre ai medici comportamenti che contrastino con i principi della medicina? No. Non lo
consente la Costituzione, ma nemmeno il buon senso. Ma da noi è successo con la legge 40. Che
contraddice i principi della medicina. Sì, perché tre embrioni possono essere troppi o
pochi, ma la legge dice che devono essere tre e vanno messi tutti nell’utero della madre. E perché
se al medico non si chiede di giudicare della qualità dell’embrione le probabilità di successo
della procedura diminuiscono, tanto più se non si possono congelare gli embrioni. E così servono
altri ormoni ed un nuovo intervento chirurgico con altri rischi per la mamma. Se va tutto bene
saranno tre gemelli, ma uno o due potrebbero morire. Genitori malati di talassemia non trasmettono
la malattia ai figli se si scelgono fra gli embrioni quelli sani, è una delle grandi
conquiste della medicina. Ma da noi non si può fare, per legge. Se mai si potrà abortire più
avanti. Negli Stati Uniti i medici raccomandano di trasferire un embrione solo nell’u
tero delle donne giovani, che hanno più probabilità di avere una gravidanza. Nelle donne con più di
37 anni se ne trasferirà uno solo e si congeleranno gli altri (tre o cinque a giudizio dei medici),
e si selezioneranno gli embrioni per non passare ai figli malattie gravi. E’ notizia di questi
giorni. Così la nostra povera legge 40 pare ancora più povera.
Giuseppe Remuzzi
|