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Quello che il malato dovrebbe sapere
Corriere salute
13/4/2008
I cittadini, soprattutto quelli ammalati, sono spesso presi dal dubbio quando si tratta di
scegliere il medico da cui farsi curare e soprattutto l’ospedale presso il quale si possano trovare
tutte le competenze per essere curati bene. Purtroppo la scelta non è così facile perché i pazienti
non hanno molti elementi a disposizione per poter elaborare un giudizio informato. Molti ricorrono
ad un medico di fiducia, altri si affidano alle esperienze di parenti o amici che sono già stati
ricoverati e che quindi possono dare un parere. Tuttavia in quest’ultimo caso non si tratta di un
parere tecnico perché sul giudizio sulla qualità della cura spesso prevale la valutazione dell’a
mbiente, dell’attenzione del medico o della simpatia degli infermieri. I pazienti più attenti
possono consultare il sito web di vari ospedali e farsi perciò un’impressione più diretta della
struttura da scegliere per le cure; ma anche in questo caso è probabile che tutti gli ospedali
mettano in evidenza i propri punti di forza e sottacciano invece le rispettive debolezze. A questo
punto la domanda è: “si possono valutare gli ospedali e la loro funzionalità? E’ certamente
possibile anche se è molto difficile e la valutazione è estremamente complessa. Anche in Italia, in
alcune – poche – Regioni, è iniziato un processo di valutazione delle strutture ospedaliere che
tuttavia ha alcune lacune strutturali: in molti casi si tratta di una valutazione puramente
economica e organizzativa, che tiene poco conto dei risultati terapeutici. Inoltre in alcuni casi
le strutture valutative non sono esterne e, se lo sono, si tratta di organizzazioni straniere che
non possono avere molta dimestichezza con le strutture ospedaliere e la mentalità e le aspettative
dei pazienti italiani. Idealmente che cosa sarebbe importante conoscere per poter avere elementi di
giudizio significativi? Molte cose, che vengono qui di seguito riportate non necessariamente in
ordine di priorità e di importanza. C’è una serie di valutazioni che riguarda l’efficienza: occorre
sapere per gruppi di malattie quanti sono i pazienti che vengono curati nell’arco di un anno.
Escludendo le malattie rare per cui valgono altri parametri, è chiaro che curare molti pazienti con
una stessa malattia comporta più esperienza, maggior dimestichezza per quella malattia e perciò
maggiori possibilità di una cura adeguata. Un ospedale va valutato per la tipologia di pazienti che
ospita; sono ammalati con polipatologie e molte complicazioni come capita nelle strutture pubbliche
o sono pazienti accuratamente selezionati perché rendano molto e richiedano poco come accade in
alcune strutture private?
Ciò vale anche per la pratica chirurgica. Quante ore al giorno vengono utilizzate le sale
operatorie? Quanto più si usano tanto più – in linea generale – le strutture devono essere
efficienti e l’organizzazione accurata. Sulla base alle cartelle cliniche è possibile stabilire con
buona approssimazione qual’è il rapporto fra numero di ammalati di una determinata gravità e il
numero di guarigioni tenendo conto dei risultati osservati rispetto a quelli attesi. Le
caratteristiche delle cartelle cliniche sono un aspetto importante dell’efficienza di un ospedale.
Come vengono archiviate, si ritrovano facilmente, sono chiare? Vi sono punti deboli in molte
cartelle ospedaliere: sono scritte a mano, magari da più mani, spesso illeggibili e carenti di
molti dettagli. Come mai non si riesce ancora ad avere una cartella scritta a macchina? E’ così
difficile disporre di cartelle elettroniche nell’era dell’informatica? E’ sicuramente difficile se
ci si affida ad organizzazioni esterne che fanno calare tutto dall’alto, è molto più facile se si
costruiscono dal basso con i medici e gli infermieri sotto la guida di una organizzazione esperta.
Quanto sono lunghe le liste d’attesa? Sono giustificate per la notorietà di una determinata
equipe medica o sono il risultato dell’attività “intramoenia” per cui chi paga è subito
accontentato e chi non ha risorse deve aspettare? Essenziale è anche sapere se un ospedale ha un
sistema per valutare gli errori dei medici o se invece cerca di nasconderli. E’ importante valutare
quale sia il contributo che ogni struttura sanitaria dà ai progressi della ricerca scientifica,
nonché la sua attenzione alla formazione del personale ed alla interazione con altre strutture
italiane e straniere. Ultimo ma non per importanza è il giudizio degli ammalati che dovrebbe
essere sempre tenuto nella massima considerazione. Lo spazio limitato non permette di elaborare
sufficientemente su questi problemi, ma quanto detto è sufficiente per capire che la valutazione è
al tempo stesso essenziale e complessa.
Silvio Garattini
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