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Menopausa: attenti agli ormoni sostitutivi
Gente
12/06/2008
La menopausa non è una malattia, è una tappa importante nella vita della donna che, talora, può
presentarsi creando qualche malessere.
Ben vengano comunque i rimedi che possono alleviarne i disagi. Sulla base di considerazioni
fisiologiche il trattamento proposto da molti decenni è stato la terapia ormonale sostitutiva (TOS)
che contempla l’impiego di un estrogeno, l’ormone femminile, integrato da un preparato
progestinico. Questo trattamento è stato presentato negli anni come una specie di “ritorno alla
giovinezza” con notevoli benefici fisiologici e clinici. E’ proprio vero?
In questi giorni l’Istituto Mario Negri con il l’Istituto Superiore di Sanità - e con il
sostegno della Compagnia di San Paolo - ha tenuto a Torino una conferenza di consenso, un
nome tecnico per definire una metodologia attraverso la quale ottenere delle raccomandazioni
condivise sulla base delle evidenze scientifiche disponibili. In pratica un gruppo di lavoro, “la
Giuria”, molto diversificato e comprendente clinici ginecologi, medici di medicina generale,
farmacologi, epidemiologi e rappresentanti delle associazioni dei consumatori e dei pazienti e
giornalisti ha esaminato e valutato i documenti di gruppi specifici di esperti. Tra questi, il
gruppo clinico che ha considerato tutta la letteratura scientifica disponibile - nel caso specifico
più 10.000 voci. Il gruppo sulla stampa, che ha reperito 225 articoli pubblicati dal 2000 ad oggi e
ha messo in evidenza che solo un quarto degli articoli sulla stampa femminile e quasi un terzo di
quelli pubblicati sulla stampa di salute permettono alle donne di fare scelte consapevoli. Il
gruppo sulla informazione alle donne ha invece reperito 78 documenti tra opuscoli, fascicoli e
pagine di siti internet. E’ grave che in circa la metà dei documenti non sia indicato lo sponsor e
quindi sia difficile sapere se vi sono conflitti di interesse. Riguardo ai rischi indotti dalla
TOS, i tumori femminili sono riportati nel 94 percento dei documenti, quelli relativi al sistema
cardiovascolare sono riportati solo nel 54 percento. In generale i documenti sono molto eterogenei
ed in parte contradditori: nonostante la menopausa venga presentata nella metà dei documenti come
una fase normale della vita della donna, oltre un terzo tende a descriverne i disturbi come una
patologia, bisognosi quindi di trattamenti farmacologici e di ricorso al medico, anche se in realtà
in un’alta percentuale di casi la menopausa trascorre senza particolari problemi.
In breve le informazioni più significative contenute nel Documento di consenso possono essere
così riassunte: la TOS va riservata alle donne in menopausa precoce e a quelle che lamentano le
cosiddette vampate di calore, le sudorazioni notturne e i disturbi del sonno quando siano
persistenti e vissuti come importanti per la propria qualità della vita. Può essere utilizzata la
via locale vaginale perché comporta un effetto favorevole sulla secchezza vaginale e sui
conseguenti disturbi dell’attività sessuale, impiegando piccole dosi. La donna va comunque sempre
informata sulla transitorietà e benignità dei sintomi.
Sulla base degli studi ad oggi disponibili la TOS non è consigliabile a scopo preventivo in
quanto: aumenta il rischio di tumore alla mammella, che è correlato alla dose, durata e tipo di
trattamento utilizzato; non ci sono prove sull’efficacia preventiva dell’infarto anzi è provato un
numero maggiore di ictus ed episodi tromboembolici venosi. Inoltre non è consigliabile per
prevenire le fratture osteoporotiche, né demenza e deterioramenti cognitivi.
Alle donne devono essere sempre fornite informazioni sugli stili di vita opportuni e sulle
terapie non farmacologiche disponibili; ad esempio l’attività fisica riduce il rischio di
osteoporosi, una dieta appropriata quello cardiovascolare, il peso, l’incontinenza urinaria e i
sintomi vasomotori.
La conferenza di consenso ha considerato molti altri aspetti: chi fosse interessato può
cliccare http:/www.partecipasalute.it.
E’ auspicabile che le conferenze di consenso sui vari temi di salute si moltiplichino non
solo a favore degli addetti ai lavori, ma come nel caso della TOS, per tradurre discorsi
specialistici in note chiare che permettano ai cittadini di fare scelte consapevoli.
Silvio Garattini
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