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L'obesità è anche un problema sociale
Gente
29/09/2008
Ha suscitato interesse e dibattiti la presa di posizione del Presidente Sarkosy contro l’o
besità. L'obesità è un eccesso di soprappeso che va considerato negativo per la salute. Nella
stragrande maggioranza dei casi è dovuto a un accumulo di calorie: in generale un eccesso di “
entrate” dovuto al cibo e una carenza di "spesa" per mancanza di esercizio fisico. La nostra
società e il modo con cui è organizzata favorisce il sovrappeso perché stimola consumi alimentari
attraverso una pubblicità pressante che invita a mangiare a tutte le ore proponendo una serie
attraente ed allettante di prodotti spesso erroneamente propagandati come "leggeri" e privi di
calorie. Per contro il lavoro fisico è quasi annullato nei campi come nelle officine e a maggior
ragione negli uffici. La temperatura casalinga non aiuta certo a disperdere calorie e l'uso
dell'automobile ha in pratica azzerato la possibilità di camminare. Una serie di prodotti
farmaceutici garantisce risultati miracolosi e dà l’impressione, falsa, che si possa mangiare di
tutto senza ingrassare. Ingrassare comporta rischi importanti per la salute: l'accumulo di grasso
(tessuto adiposo) richiede un eccesso di lavoro per il cuore che deve esercitare la sua funzione di
"pompa" anche per un tessuto che non serve all'organismo. L'affaticamento del cuore può creare nel
tempo uno scompenso o un infarto cardiaco. L'aumento di peso determina anche un logoramento delle
articolazioni che sono sottoposte ad un carico eccessivo che con l'andare degli anni può dar luogo
ad artrosi e fratture. Il cambiamento di metabolismo dovuto all’eccesso di cibo e all’i
ncremento della necessità di insulina dà luogo frequentemente ad una forma di diabete dell’a
dulto (diabete di tipo 2) che a sua volta può essere causa di malattie cardiache, di ridotta
vascolarizzazione, di insufficienza renale e di disturbi visivi. Infine l'obesità per le donne è
anche un fattore di rischio per il tumore alla mammella. Vi sono sufficienti ragioni per
spaventarsi! Le persone obese ricorrono poi alle cosiddette diete che spesso non sono in grado di
osservare. Ve ne sono di tutti i tipi e di tutti i colori, e hanno spesso il solo vantaggio di fare
la fortuna dei dietologi! In realtà le diete servono a poco perché si riprende facilmente il peso
perduto con difficoltà e in qualche caso digiuno e diete "fai da te" possono anche essere
pericolose aggravando lo stato di salute. Che tutti i rimedi, farmaci e diete, siano insufficienti
è dimostrato dal costante aumento di soggetti in sovrappeso in tutti i Paesi del mondo occidentale,
rispetto a i quali l'Italia non fa eccezione. A questo punto si potrebbe dire: cerchiamo di dare
buoni consigli e lasciamo che ognuno faccia quello che vuole. Purtroppo non è così semplice perché
sempre più problemi dei singoli si intrecciano con le problematiche della società, perché alla fine
i singoli soffrono per le malattie, ma la società ne sopporta le conseguenze in termini sia di ore
di lavoro perdute, sia di costi a carico del Servizio Nazionale Sanitario. Una forte percentuale di
malattie potrebbe essere evitata se tutti riuscissero a mantenere un peso normale. Il costo
economico dovuto alle malattie indotte dall'obesità può essere calcolato considerando che il
Servizio Sanitario Nazionale costa alle nostre tasche circa 100 miliardi euro. Anche un
risparmio del 10 per cento rappresenterebbe una somma enorme da utilizzare per tante necessità
inevase dalla sanità italiana. E' giusto che la comunità paghi per chi non si occupa della propria
salute? Il discorso potrebbe naturalmente allargarsi non solo agli obesi, ma ai fumatori, agli
alcolisti e a tutti coloro che si candidano a malattie per seguire "cattive" abitudini di vita. In
molti Paesi, come in Francia ed in Inghilterra si sta discutendo sulla possibilità di forme di
co-pagamento dei ricoveri ospedalieri e delle terapie per gli obesi e per i fumatori.
E' difficile che ciò succeda in Italia visto che il Servizio Sanitario Nazionale è basato sulla
solidarietà. Tuttavia è molto difficile ignorare il fatto che le spese per la Sanità sono in
gran parte generate da malattie che non piovono dal cielo, ma sono auto-determinate. E' anche
difficile accettare che il Servizio Sanitario Nazionale debba drenare fondi dalle tasse di tutti
per curare chi potrebbe evitare malattie. Pur continuando a manifestare solidarietà, sarebbe bene
cominciare a sviluppare un atteggiamento di "riprovazione morale" verso coloro che abusano della
generosità del sistema sanitario.
Silvio Garattini
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