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Una tragedia omeopatica

L'Espresso


19/06/2008

Un nuovo caso, drammatico, si è aggiunto ad altri già noti che riguardano l’impiego di un rimedio omeopatico per una grave malattia. L’insulina, assolutamente necessaria per vivere, è stata sostituita, ad una ragazza diabetica, con un prodotto omeopatico ed il risultato è stata la morte. Come mai? La risposta è molto semplice: i prodotti omeopatici sono solo dei placebo perché non contengono nessun principio attivo. Può sembrare incredibile ma tutti questi prodotti dai molti colori, dalle molte forme e dai molti nomi, ben allineati negli scaffali della farmacia contengono tutti la stessa cosa: nulla, neppure una molecola del preparato da cui la ditta produttrice è partita per fare una numerosa serie di diluizioni centesimali. Infatti un “sabotatore” potrebbe cambiare le etichette dei preparati, ma non otterrebbe nessun risultato perché tutti i prodotti omeopatici sono di fatto intercambiabili non contenendo alcun principio attivo. Poiché i sostenitori dell’omeopatia non possono difendersi dalle regole della chimica, si sono inventati l’i dea che i loro preparati non contengono sostanze chimiche, ma l’acqua che è stata utilizzata per fare le diluizioni mantiene la “memoria” della presenza del principio attivo nelle prime fasi delle diluizioni. Inutile dire che nessuno ha mai confermato questa teoria come pure non si sono prodotte evidenze di altre teorie omeopatiche che indicano la presenza di strane “energie” e di “cariche positive”. Inoltre per i preparati omeopatici non sono mai state prodotte evidenze di efficacia al di là degli effetti che possono essere presenti anche con un prodotto-placebo fatto di materiali inerti. E’ molto difficile capire come sia possibile commercializzare prodotti che non contengono nulla. Nessuno potrebbe vendere del vino omeopatico, in cui siano state fatte diluizioni analoghe a quelle dei prodotti omeopatici perché tutti sanno riconoscere la differenza fra il vino e l’acqua, mentre il farmaco è sempre avvolto da un’aurea un po’ magica. La legge sui prodotti omeopatici è pure molto ambigua ed incomprensibile perché un prodotto omeopatico può contenere un principio attivo solo a dosi 1000 volte inferiori a quelle delle dosi attive di un farmaco approvato dalla farmacopea ufficiale. Una delle due: o i farmaci della medicina ufficiale vengono utilizzati a dosi eccessive oppure si vuol far in modo che i prodotti omeopatici vengano venduti a dosi inattive. Si ricorda che il prodotto omeopatico non diviene attivo solo perché viene prescritto da un medico. Allora che fare? I cittadini hanno il diritto di essere adeguatamente informati e perciò si dovrebbero commercializzare solo i prodotti omeopatici approvati dalle autorità regolatorie sulla base di evidenze scientifiche (oggi non è necessario). Nel frattempo le scatole di tali prodotti dovrebbero portare l’indicazione: “prodotto privo di principi attivi e di attività terapeutica”. E’ il minimo indispensabile per evitare che si producano altre tragedie.


          Silvio Garattini

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 13.38.27 CEST